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BRASILE, LA LOTTA CONTRO L’AIDS È UNA PRIORITÀ




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BRASILE, LA LOTTA CONTRO L’AIDS È UNA PRIORITÀ

Gennaro Carotenuto
(26 dicembre 2008)

Nel 2009 il Brasile, un paese con 600.000 ammalati di AIDS (SIDA), il numero più alto di tutta l’America latina, il governo di Lula da Silva distribuirà 3.3 milioni di test rapidi e 1.2 miliardi di preservativi nel tentativo di prevenire la malattia.
Il test di prova rapida per l’HIV, in grado di verificare in 15 minuti e con una sola goccia di sangue se il paziente ha contratto gli anticorpi della malattia, senza inviare i campioni ad alcun laboratorio, è un ritrovato della ricerca scientifica brasiliana. Realizzato dalla Fondazione Oswaldo Cruz (Fiocruz), che ha sviluppato e migliorato una tecnologia di provenienza statunitense, il test potrà essere effettuato in ogni ambulatorio del paese ad un costo molto limitato per lo Stato, meno di 3 Euro per ogni prova.
Finora i test erano limitati alla popolazione a rischio, alle vittime di violenza sessuale e alle donne incinta che non avevano fatto test in precedenza, ma solo adesso si avrà concretamente uno strumento in grado di individuare i circa 250.000 brasiliani che si stima siano portatori del virus senza esserne a conoscenza.
La prevenzione nella lotta all’AIDS non è una novità in Brasile. Negli ultimi dieci anni il numero di giovani dai 15 ai 24 anni che si sono sottoposti al test è passato dal 24 al 40% della popolazione. A questo il ministro della salute José Temporão (che quest’anno avrà quasi un miliardo di Euro in più dalla Legge finanziaria) ha annunciato che nel corso del 2009 saranno distribuiti gratuitamente dallo Stato un numero astronomico di preservativi, addirittura 1.2 miliardi (oltre 6 per ogni brasiliano), una quantità che triplica quella del 2008 di 400 milioni e che converte lo Stato brasiliano nel maggior compratore di condom al mondo.
La situazione brasiliana nella prevenzione e nella lotta alla malattia diviene così, insieme a quella cubana, e a quella colombiana (dove però il governo sta tagliando le risorse), tra le migliori di un continente dove si sta conoscendo una recrudescenza del contagio. Sarebbero 2 milioni i malati nella regione ma secondo l’OMS senza intense politiche pubbliche di prevenzione il loro numero potrebbe crescere fino a 3.5 entro il prossimo decennio. Tra i malati attuali vi sono 400.000 giovani tra i 15 e i 24 anni l’accesso dei quali ai farmaci retrovirali, fondamentali per la loro sopravvivenza non sempre è garantito.

fonte www.gennarocarotenuto.it