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E' giusto riconoscere che Latinoamerica, in più di vent'anni, ha cercato di trovare una via di mezzo fra il rigore e la rigidità della rivista accademica e la semplificazione (o la superficialità) della divulgazione, pensando ad un lettore non specialista, ma animato dal desiderio di conoscere. Un lettore che poteva anche essere giovane o giovanissimo, come molti studenti universitari per i quali la rivista ha rappresentato un utile e a volte indispensabile strumento di verifica e di confronto per i loro lavori di tesi e di specializzazione.

 

Il nuovo corso di Latinoamerica sarà rispettoso di questa storia e di queste scelte, ma cercherà di caratterizzarsi ancor di più sull'attualità scritta dai pensatori e dagli uomini di cultura più prestigiosi del continente: Sepúlveda, Amado, Gelman, Galeano, Paco Ignacio Taibo II, Chavarría, Retamar, Miguel Bonasso, Rolo Diez, Frei Betto, Rigoberta Menchú. Quelli insomma che sono ancora convinti non sia una professione da stupidi rifiutare l'immagine di un continente ineluttabilmente condannato alla miseria e alla sconfitta e quindi pronti a ribellarsi con le loro denunce e le loro analisi, ai modelli economici e alle impostazioni sociali che, molto spregiudicatamente il mondo che conta, quello del Nord, quello occidentale, si ostina a proporre, anzi ad imporre all'America Latina e a tutto il Sud del mondo.
Latinoamerica, proseguendo nel solco del suo ventennale cammino, continuerà ad occuparsi, con varie scansioni, del continente a Sud degli Stati Uniti, ma amplierà il suo panorama anche ad altri Sud del mondo annientati, come per esempio l'Africa, economicamente e socialmente dal mercato neoliberale e dalla globalizzazione.

 

Il nuovo editore G.M.E. Produzioni Srl che trasformerà la rivista in trimestrale, mantenendo la stessa consistenza di pagine (160), si avvarrà della collaborazione di alcune delle firme più prestigiose dell'attuale letteratura latinoamericana.

 

Latinoamerica e tutti i Sud del mondo, nella nuova serie che avrà Gianni Minàcome direttore editoriale e manterrà Alessandra Riccio come direttore responsabile, proporrà infatti un volume diviso in cinque sezioni. Oltre all'attualità trattata dai protagonisti del pensiero e della letteratura del continente e oltre all'analisi di terre e popolazioni sofferenti, misere, ma tuttora tese ad un orgoglioso riscatto, la rivista darà spazio anche alla nuova letteratura, a quell'inesauribile vena di narratori, saggisti e poeti che continuano a conquistare il mondo e, nello stesso tempo, si occuperà con attenzione dei tanti movimenti artistici (dal nuovo cinema alla rigogliosa fioritura, in Centro e Sud America, delle arti plastiche e figurative, alle scuole di danza) che stanno proiettando a sorpresa, il continente latinoamericano come il protagonista della comunicazione e dell'arte dei nostri giorni. Quasi una rivincita morale e culturale su un mercato che invece mortifica un'umanità così creativa. Infine la quinta parte della rivista darà voce all'impegno sociale, quell'enorme fenomeno di aggregazione che è rappresentato dal mondo del volontariato, della solidarietà, delle organizzazioni non governative che si occupano della tragedia dell'America Latina o dell'Africa e che, solo in Italia, impegna più di 5 milioni di persone, anche se spesso è una realtà ignorata dalla politica ufficiale."

 

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Biografia Gianni Minà

 

 

 

Ha raccontato per immagini realtà sociali e di costume degli Stati uniti e dell? America latina. Per quarant?anni Gianni Minà è stato uno degli inviati più prestigiosi della Rai. Per questo è uno dei giornalisti italiani più conosciuti all?estero con i suoi reportages, spesso realizzati in collaborazione con network internazionali. Nato a Torino il 17 maggio 1938, ha iniziato la carriera come giornalista sportivo nel 1958-59 aTuttosport (di cui sarebbe stato, successivamente, direttore dal ?96 al ?98). Nel 1960 ha esordito alla Rai come collaboratore dei servizi sportivi per le Olimpiadi di Roma.

 

 

 

 Nel 1965, dopo aver esordito al rotocalco sportivo Sprint diretto da Maurizio Barendson, ha incominciato a realizzare reportages e documentari per tutte le rubriche che hanno evoluto il linguaggio giornalistico della televisione, Tv7, AZ, i Servizi speciali delTG e poi Dribbling, Odeon, Gulliver. Ha così seguito sette mondiali di calcio e otto olimpiadi oltre a decine di campionati mondiali di pugilato, fra cui quelli storici dell?epoca di Muhammad Alì. Ha anche realizzato, in più di trent?anni, una Storia del Jazz in quattro puntate e programmi sulla musica popolare centro e  sudamericana, oltre a una storia sociologica e tecnica della boxe in 14 puntate intitolata Facce piene di pugni. E? stato, al fianco di Maurizio Barendson e Renzo Arbore fra i fondatori de L?altra domenica, un programma che ha fatto epoca. Nel 1976, anno in cui, dopo 17 anni di precariato, Minà è stato assunto al Tg2 diretto da Andrea Barbato, ha incominciato a raccontare la grande boxe e l?America dello show-business, ma anche dei conflitti sociali delle minoranze. Sono iniziati in quegli anni anche i reportage dall?America latina che hanno caratterizzato la sua carriera.

 

 

 

 Nel 1981 il Presidente Pertini gli consegnò il Premio Saint Vincent come miglior giornalista televisivo dell?anno. Nello stesso periodo, dopo aver collaborato a due cicli di Mixer di Giovanni Minoli, ha esordito come autore e conduttore di Blitz, il programma innovativo di Rai Due che occupava tutta la domenica pomeriggio e nel quale sono intervenuti protagonisti come Federico Fellini, Eduardo De Filippo, Muhammad Alì, Robert De Niro, Jane Fonda, Gabriel García Márquez, Enzo Ferrari, ecc..

 

 

 

 Nel 1987 Minà ha intervistato una prima volta per 16 ore il presidente cubano Fidel Castro in un documentario diventato storico e dal quale è stato tratto un libro pubblicato in tutto il mondo. Dallo stesso incontro è stato tratto Fidel racconta il Che, un reportage nel quale il leader cubano per la prima ed unica volta racconta l?epopea di Ernesto Guevara.

 

 

 

 Nel 1991 il giornalista ha ripetuto l?intervista, dopo il tramonto del comunismo. I due incontri sono stati riuniti in un libro edito da Sperling & Kupfer intitolato Fidel, con i prologhi di Gabriel García Márquez e Jorge Amado.

 

 

 

 Nel l991 Minà ha realizzato il programma Alta Classe, una serie di profili di grandi artisti come Ray Charles, Pino Daniele, Massimo Troisi, Chico Buarque de Hollanda e altri. Nello stesso anno, ha presentato la Domenica sportiva e ideato il programma di  approfondimento Zona Cesarini che seguiva la tradizionale rubrica riservata agli eventi agonistici.

 

 

 

 Fra i documentari di maggior successo, alcuni di carattere sportivo su Nereo Rocco, Diego Maradona e Michel Platini, Carlos Monzon, Edwin Moses, Pietro Mennea e Cassius Clay-Muhammad Alì, che Minà ha seguito in tutta la sua carriera e al quale ha dedicato un lungometraggio intitolato Una storia americana.

 

 

 

Nel 2001, in particolare, Minà ha realizzato Maradona: non sarò mai un uomo comune un reportage-confessione con Diego Maratona alla fine dell?anno più sofferto per la vita dell?ex calciatore Nel 1992 il giornalista ha iniziato un ciclo di opere rivolte al continente latinoamericano: Storia di Rigoberta sul Nobel per la pace Rigoberta Menchú (premiato a Vienna in occasione del summit per i diritti umani organizzato dall?Onu), Immagini dal Chiapas (Marcos e l?insurrezione zapatista) presentato al Festival di Venezia del 1996, Marcos: aquí estamos (un reportage in due puntate sulla marcia degli indigeni Maya dal Chiapas a Città del Messico con una intervista esclusiva al Subcomandante realizzata insieme allo scrittore Manuel Vazquez Montalban) e Il Che quarant?anni dopo ispirato alla vicenda umana e politica di Ernesto Che Guevara.

 

 

 

Nel 2004 Minà è riuscito a dar corpo a un progetto inseguito per undici anni e basato sui diari giovanili di Ernesto Guevara e del suo amico Alberto Granado quando, nel 1952, attraversarono in motocicletta e poi, con tutti i mezzi possibili, l?America latina, partendo dall?Argentina e proseguendo per il Sud del Cile, il deserto di Atacama, le miniere di Chuquicamata, l?Amazzonia peruviana, la Colombia e il Venezuela. Dopo aver collaborato alla costruzione del film tratto da questa avventura e intitolato I diari della motocicletta, prodotto da Robert Redford e Michael Nozik e diretto da Walter Salles (il regista che vinse l?Orso d?oro a Berlino con Central do Brasil) Minà ha realizzato il lungometraggio Inviaggio con Che Guevara, ripercorrendo con Alberto Granado, ora ultraottantenne, quell?avventura mitica che cambiò la sua vita e quella del suo amico Ernesto. L?opera invitata al Sundance Festival, alla Berlinale e ai Festival di Annecy, di Morelia (Messico), di Valladolid e di Belgrado, ha vinto il Festival di Montreal e in Italia il Nastro d?Argento, il premio della critica. Nel 2007 il Festival di Berlino, dove era stata dedicata una rassegna ai documentari dell?autore su Cuba e l?America latina, ha assegnato a Minà il premio alla carriera Berlinale Kamera.

 

 

 

 

 

 Collaboratore per anni di Repubblica, Unità, Corriere della Sera e Manifesto, Minà ha realizzato dal ?96 al ?98 il programma televisivo Storie, dove sono intervenuti alcuni dei protagonisti del nostro tempo (Dalai Lama, Luis Sepúlveda, Martin Scorsese, Naomi Campbell, John John Kennedy, Pietro Ingrao, ecc.) e dal quale sono stati tratti due libri. Un suo saggio Continente desaparecido, realizzato con interviste a Gabriel García Márquez, Jorge Amado, Eduardo Galeano, Rigoberta Menchù, mons. Samuel Ruiz, Frei Betto e Pombo e Urbano, compagni sopravvissuti a Che Guevara in Bolivia, ha dato il titolo a una collana di saggi sull?America Latina edita dalla Sperling & Kupfer, tuttora da lui diretta. Nel 2003 Minà ha scritto Un mondo migliore è possibile, un saggio sulle idee germogliate al Forum sociale mondiale di Porto Alegre che stanno cambiando l?America latina e nel 2005 è uscito Il continente desaparecido è ricomparso, sempre sul nuovo vento politico di riscatto che spira in America latina. L?ultimo suo libro è Politicamente scorretto-Riflessioni di un giornalista fuori dal coro, che riunisce articoli e saggi scritti negli ultimi dieci anni. 

 

 

 

Da otto anni il giornalista edita e dirige Latinoamerica e tutti i sud del mondo [www.giannimina-latinoamerica.it], un trimestrale di geopolitica dove scrivono gli intellettuali più prestigiosi del continente americano. 

 

 

 

 

 

 

 

La G.M.E. Produzioni

 

 

 

G.M.E. Produzioni srl è una società di produzioni audiovisive indipendente, fondata nel 1984 da Gianni Minà, giornalista e scrittore, con l?intento di produrre documentari e reportage di alta qualità riguardanti argomenti di attualità, politica, cultura, società, sport, oltre che realizzare ritratti e ricostruire storie.

 

 

 

 In questa prospettiva la G.M.E. ha realizzato negli anni una serie di opere con alcuni protagonisti del nostro tempo. Storici gli incontri con Fidel Castro: due lunghe ed affascinanti interviste filmate, realizzate nel 1987 e nel 1990 in cui il leader cubano, dal suo punto di vista, narra la sua storia quella della rivoluzione, le relazioni di Cuba con l?Unione sovietica prima e dopo il tramonto del comunismo nell?Est europeo, la storica inimicizia con gli Stati Uniti e il particolare rapporto stabilito con Papa Giovanni Paolo II. Un capitolo a parte, assolutamente inedito, è rappresentato dal racconto della fraterna amicizia con Ernesto Che Guevara. Un ricordo toccante, mai affrontato in precedenza e mai più riproposto da Fidel Castro. Queste interviste sono state anche oggetto di due libri, pubblicati in più di dieci paesi, con le prefazioni di Gabriel García Marquez, Premio Nobel per la letteratura e di  Jorge Amado, lo scrittore patriarca della letteratura brasiliana.

 

 

 

 Nel corso del tempo, la G.M.E si è specializzata nella rea-lizzazione di documentari riguardanti il mondo latinoamericano e la vitalità innovativa che lo caratterizza. Così la società ha prodotto reportage su RigobertaMenchú (Premio Nobel per la pace), Pombo e Urbano (due dei sopravvissuti a Che Guevara nella sua drammatica avventura in Bolivia, protagonisti del recente Il Che quarant?anni dopo) Alberto Granado (biologo argentino e compagno del Che nel 1952 nello storico viaggio in motocicletta attraverso l?America Latina) e il Subcomandante Marcos (portavoce delle popolazioni  maya del Chiapas messicano e leader della rivoluzione zapatista).

 

 

 

 La società ha collaborato anche a progetti su campioni dello sport come: Muhammad Alì, Alberto Juantorena (olimpionico a Montreal nei 400 e 800 m e primatista mondiale, ora vice ministro dello Sport cubano), Nino Benvenuti, Pietro Mennea, Ana Fidelia Quirot (campionessa mondiale e olimpica degli 800 m), il pugile messicano Julio Cesar Chávez, l?ultimo fuoriclasse di una disciplina in declino, e su stelle del calcio come Diego Armando Maradona, George Weah, Michel Platini, Roberto Baggio.

 

 

 

 Una delle produzione più premiate della G.M.E. (in coproduzione con la Surf Film) è stata In viaggio con Che Guevara (2004). In questo film-documentario l?ottantenne Alberto Granado ripercorre, cinquant?anni dopo, le tappe del viaggio iniziatico compiuto con il Che e che cambiò la vita di tutte e due. In alcuni momenti il documentario va di pari passo con le riprese del film I diari della motocicletta di Walter Salles, prodotto da Robert Redford. In viaggio con Che Guevara è stato presentato in anteprima al Festival di Berlino e ha vinto il Festival di Montreal e il Nastro d?argento dei critici italiani. È stato anche invitato, fuori concorso, ai Festival di Brasilia, Morelia, Valladolid, Belgrado e San Francisco. È appena uscita la riedizione attualizzata de Il Che quarant?annidopo, dove l?epopea di Guevara è raccontata da Pombo e Urbano, a lui sopravvisuti in Bolivia.

 

 

 

 I reportage della G.M.E. sono pezzi rari di giornalismo, che illustrano, nel caso dell?America Latina, le speranze e le utopie perdute e ritrovate di un continente e, nel caso dello sport, l?aspetto più nascosto, le ansie, le grandezze, le miserie e le rivincite degli eroi degli stadi.

 

 

 

 Nel 2007 la G.M.E. ha prodotto, con la Gazzetta della Sport e Rai Trade, Maradona, non sarò mai un uomo comune, la storia in dieci dvd del famoso calciatore argentino, che ha stabilito il record di vendite in Italia. Amministratore unico e produttore esecutivo della società è Loredana Macchietti.

 

 

 

 Quest?anno la società ha messo sul mercato, distribuito da Rai Trade, il 3° cd [in otto anni] della Trilogia del Mambo realizzata da Augusto Enriquez y su mambo band, MaracaiboOriental. Quest?opera sull?epoca d?oro della musica cubana, arrangiata da Demetrio Muñiz, viene dopo Carambola e Labolita, che sono stati distribuiti da RCA Victor - BMG.

 

 

 

 Dal 2000 la G.M.E. è attiva nel campo editoriale con la rivista trimestrale di geopolitica Latinoamerica, fondata dallo storico Enzo Santarelli e da Bruna Gobbi, e dove scrivono alcuni fra i più prestigiosi scrittori e saggisti del continente.