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LA DITTATURA BRASILIANA TRAMAVA CON NIXON CONTRO CILE E CUBA

Gennaro Carotenuto
(18 agosto 2009)

Nuovi documenti declassificati e diffusi dall’organizzazione indipendente statunitense National Security Archives elevano il livello di complicità tra dittatura brasiliana e governo degli Stati Uniti di Richard Nixon per rovesciare i governi di Cile e Cuba e perché non sorgessero altri Salvador Allende e Fidel Castro.
A Natale del 1971 vi fu un vertice alla Casa Bianca tra il presidente statunitense e quello brasiliano, Emilio Garrastazú Médici, generale, dittatore e terribile violatore di diritti umani nel suo paese. Dalle minute di quella riunione ora pubbliche (stiamo parlando di un’epoca anteriore al Piano Condor, il piano continentale di sterminio dell’opposizione democratica in America latina) emerge che fu deciso come proseguire a coordinarsi nel sabotaggio e destabilizzazione della democrazia cilena. Nel paese del Cono Sud il socialista Salvador Allende aveva vinto le elezioni democraticamente il 4 settembre dell’anno prima, e gli Stati Uniti, già pesantemente attivi contro quel governo, lavorano a come coinvolgere i brasiliani per appoggiare materialmente la parte golpista dell’esercito cileno.
Fin dal 2002 sempre il National Security Archive divulgò un documento dello stesso dicembre 1971, nel quale Nixon si vantava con l’allora primo ministro britannico, il conservatore Edward Heath, membro europeo di questa internazionale golpista, di aver ottenuto l’aiuto dei brasiliani per manipolare le elezioni in Uruguay. Adesso emergono i contorni dei rapporti golpisti tra Nixon e Garrastazú Médici che in quella riunione affermarono che “Allende dovrà fare la fine di João Goulart”, il presidente brasiliano rovesciato dai militari nel 1964 e, a domanda di Nixon, il dittatore brasiliano rispose sia che considerava l’esercito cileno capace di realizzare il colpo di Stato sia che l’esercito brasiliano era già attivo nella collaborazione a questo.
Oltre tale vertice vi è dunque un livello di collaborazione finora ignoto e che, secondo il direttore del National Security Archive, Peter Kornbluh, potrebbe essere rivelato qualora anche il governo brasiliano attuale aprisse i propri archivi e permettesse la ricostruzione di questa nuova pagina nera.
Nixon nella riunione si spinge ancora oltre, come emerge ora dalle minute di quel vertice: “gli Stati Uniti non potranno comparire apertamente ma potranno sempre contare su di un canale aperto del quale si occuperà Henry Kissinger”, all’epoca non ancora segretario di stato ma già plenipotenziario statunitense alle guerre sporche, al rovesciamento di regimi democratici e alle violazioni di diritti umani (che l’anno successivo sarà insignito del Nobel per la Pace).
Per non farsi mancare nulla, nella stessa riunione Nixon e Garrastazú Médici concertarono come aiutare insieme senza comparire l’opposizione anti-castrista alla Rivoluzione cubana e congegnarono con il generale Vernon A. Walters, presente alla riunione come Kissinger, uno scandalo sessuale per danneggiare l’immagine dell’allora presidente peruviano Juan Velasco Alvarado, anch’egli a capo di una dittatura militare ma di tendenza nazionalista e progressista.
Dai documenti declassificati emerge anche qualche malessere da parte dei militari brasiliani non esattamente felici che Gastarrazú Medici accettasse di “fare il lavoro sporco in Sudamerica per conto degli Stati Uniti”. L’anno dopo, il 1972, un rapporto della CIA indicherà più chiaramente tali ambiguità: “non ci si può aspettare un intervento aperto da parte del Brasile, ma possiamo senz’altro contare su questo paese per azioni segrete contro governi di sinistra della regione, oppure per aiutare i governi nostri amici, come l’uruguayano e il boliviano a restare al potere”.

fonte www.gennarocarotenuto.it