Latinoamerica e tutti i sud del mondo è una rivista trimestrale che si occupa dei paesi annientati dalla povertà
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In questo numero:

Editoriale:
Gianni Minà
1/Se il Fondo monetario fa fallire gli stati ma l’italia non lo sa

2/Contro Cuba il solito, triste mercato Usa dei diritti umani

3/ Se Wikileaks smaschera la bloguera ma i nostri media non ne fanno cenno

Sommario completo
Evviva l'ipocrisia! Stampa E-mail
Sabato 19 Marzo 2011
 Nella “Riflessione” del 18 marzo scorso, Fidel Castro scrive: “Sofisticati mezzi di comunicazione di massa stavano saturando le nostre menti con notizie di rischi di guerre fratricide, traffico di armi associato alle droghe che in appena cinque anni hanno ucciso più di 35.000 persone in Messico, cambi climatici in molti paesi, calore asfissiante, montagne di ghiaccio che si sciolgono ai poli, diluvi di piogge, carestie e aumenti dei prezzi degli alimentari. Avevamo davvero bisogno di consolazione, ed ecco che ci è appena arrivata grazie dell’angelo salvatore della nostra specie, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e la sua colossale trovata: i certificati di buona condotta”.
Con queste parole l’anziano leader commenta l’insensata decisione del Consiglio di Sicurezza su pressione di Francia, Inghilterra e Stati Uniti, che ha trovato il nostro governo pronto ad obbedire, portando la guerra, ancora una volta, alla soglia di casa. Il pretesto per intervenire? La minacciata strage della popolazione ribelle di Bengasi da parte del colonnello Gheddafi, fino a ieri amicissimo dell’Occidente e del nostro Primo Ministro.
Fra le tante cose insopportabili alle quali dobbiamo adeguarci, una delle più scandalose è l’incoerenza e la mancanza assoluta di logica e di amore di verità delle ragioni che vengono sbandierate per convincere un’opinione pubblica ormai inebetita, che i governi dei paesi del primo mondo siano autorizzati a imporre la propria legge.
Sulla controversa questione del nucleare c’è chi –lo stesso Veronesi- è persuaso (e vuole persuadercene) che sia possibile ottenere una generazione di centrali nucleari assolutamente sicura. E mentre ne sperimentiamo la sicurezza, un qualsiasi –sia pure epocale- fenomeno della natura ribelle ai dettami del Primo Mondo, può dare origine a una catastrofe come quella del Giappone.
Sulla questione degli interventi del primo Mondo per proteggere popolazioni indifese, per esportare la democrazia, ecc. ecc., sembra davvero impossibile che, avendo ancora sotto gli occhi il disastro dell’intervento in Irak, qualcuno possa credere alle ragioni umanitarie. Ma soprattutto, se c’è qualcuno che non ha ancora dimenticato l’Afganistan, come credere alle Nazioni Unite quando si leggono notizie come quella, atroce, di 44 morti civili a causa del bombardamento, nel nord-est del Pakistan di un aereo senza pilota –uno di questi terrificanti droni statunitensi- a Datta Khel dove si erano riuniti in assemblea gli anziani. Per la protesta del governo Pakistano, dei tre giorni di lutto decretati, delle manifestazioni di piazza, non si parla. Come non si parla di quel che avviene in Bahrein (otto morti durante le manifestazioni antigovernative) dove la Quinta Flotta USA ha una sua base o dei trenta morti e delle centinaia di feriti a Sana, dove la popolazione manifestava contro il Presidente yemenita, alleato di ferro degli Stati Uniti come lo è il re Abdullà dell’Arabia Saudita.
Come possiamo credere alle ragioni umanitarie che giustificherebbero l’intervento in Libia? Come è possibile non sospettare le ragioni economiche, l’avidità del mondo industrializzato, incatenato al consumo del petrolio, purtroppo quasi tutto giacente in territori del Terzo Mondo? Se lo chiede anche Fidel Castro, concludendo la sua “Riflessione”: “Chi credono di ingannare Obama, la NATO e Ban-ki-moon con i loro certificati di buona condotta?”.
 

Tracce

Fidel Castro è un uomo difficile da ammazzare.

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