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Un diverso punto di vista |
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di Alessandra Riccio
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Lunedì 15 Marzo 2010 |
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Sul Granma di oggi, 15 marzo 2010 compare un interessante articolo di Leyla Carrillo Ramírez, una ricercatrice del Centro di Studi Europei dell’Avana, a commento della risoluzione di condanna che l‘Unione Europea, a grande maggioranza, ha espresso nei riguardi del Governo cubano l’11 marzo scorso, a seguito della morte di Orlando Zapata, recluso nelle carceri cubane, dopo 85 giorni di sciopero della fame. Lo traduco in fretta perché mi sembra utile per capire le ragioni e i sentimenti prevalenti nella società cubana, ma anche per far conoscere un punto di vista diverso da quello prevalente nella società europea, ancora convinta di una sua indiscutibile “superiorità”: |
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Diritti civili: celebrate le prime nozze gay in Messico |
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di Gennaro Carotenuto
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Sabato 13 Marzo 2010 |
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Emma e Janice, Lol Kin e Judith, Jesusa e Liliana, Jaime e David, Daniel e Temístocles oggi sposi. Alle 12.30 in punto di giovedì queste cinque coppie sono state ufficialmente sposate a Città del Messico con tutti i doveri e i diritti che prevede il matrimonio per le coppie eterosessuali.
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Bicentenario messicano: va in scena il passato |
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di Gennaro Carotenuto
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Venerdì 05 Marzo 2010 |
Inaugurata nello Zócalo di Città del Messico dal presidente Felipe Calderón la grande mostra fotografica “México en tus sentidos” che dà il via alle grandi iniziative previste per il bicentenario del paese e realizzata da Willi Souza in una struttura metallica costruita dall’architetto Sordo Madaleno. “Poesia visuale con tecnologia” viene definita. È la prima occasione per capire come il paese ufficiale (e Televisa che sponsorizza) vuole presentare sé stesso a cento milioni di messicani ed al mondo intero. È meravigliosa, ma per celebrare il bicentenario offre un Messico ad una dimensione: il passato, il folklore, la tradizione, perfino la colonia. Si cancella il XX secolo in un paese che guarda al futuro con angoscia.  CITTÀ DEL MESSICO Lo spazio espositivo è di prim’ordine. Occupa uno spazio di circa un quarto dell’enorme piazza dello Zócalo, il cuore del paese, e appare come una sorta di gigantesca piramide arancio e nera in due navate preispaniche nella forma ma modernissime nella concezione. Dopo una congrua coda, quando la mostra si chiuderà l’avranno vista in milioni, si accede nella sequenza di sale che compongono la grande esposizione. Ti accoglie un tripudio di colori pluridimensionali che ti colpiscono da ogni direzione da enormi foto e maxi schermi. Le foto sono bellissime, perfette, prendono al cuore e causano emozioni. Volti soprattutto indigeni (una sovraesposizione restitutoria?) ti guardano intensi in costumi tradizionali coloratissimi, nei momenti di festa, religiosi, nei rituali, nei voladores, nella bellezza femminile, nei cieli azzurri e nel lavoro contadino di un paese senza più agricoltura. Se le foto emozionano già un po’ meno può la musica, dove la classica si alterna al jazz e perfino al pop, tutto importato sembra. |
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di Alessandra Riccio
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Giovedì 04 Marzo 2010 |
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Cuba fa parte, da qualche anno e dopo molte battaglie di denuncia del vecchio meccanismo di controllo dell’esercizio di quei diritti, del rinnovato Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Il 3 marzo, qualche giorno dopo la morte del detenuto Orlando Zapata causata da 85 giorni di sciopero della fame, Bruno Rodríguez, Ministro degli Esteri della Repubblica di Cuba, è intervenuto nel 13° periodo di sessione del Consiglio con un intervento di cui traduco una parte, per completezza di informazione: |
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