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René: un bell'esempio di dignità |
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di Alessandra Riccio
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Giovedì 19 Aprile 2012 |
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Pur essendo il meno sfortunato dei Cinque antiterroristi cubani condannati spietatamente negli Stati Uniti e bollati come spie dalla corrente informativa del pensiero unico, René González ha tutte le caratteristiche di una persona preparata, coraggiosa e piena di dignità. Nato a Chicago nel 1956 da una famiglia di emigranti cubani, è tornato insieme ai sui in patria dopo la rivoluzione. Suo padre era stato un sostenitore del Movimento 26 luglio di Fidel Castro e non ha esitato a imbarcare moglie e figli per l’isola dove i suoi ragazzi hanno studiato, lavorato e partecipato ad ogni appello della patria. René ha combattuto in Angola, è ingegnere e istruttore di volo, militante del Partito Comunista di Cuba. |
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di Alessandra Riccio
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Domenica 15 Aprile 2012 |
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Lo so che per i nostri giornali è più interessare “strillare” una notiziola assolutamente improbabile come quella che inventa una “contesa” fra la blogger Yoani Sánchez e la leader studentesca cilena Camila Vallejo in visita a Cuba, quando in realtà la seconda ha semplicemente ignorato la prima che sbavava per avere un incontro con lei per poter poi spenderne la rendita nei suoi blog tradotti in decine di lingue e diffusi, non si sa come e perché, in mezzo mondo. Ma a me ha incuriosito ed è piaciuto molto leggere della visita ufficiale della Presidente del Brasile Dilma Rousseff a Washington. E mi è piaciuta perché non glie le ha mandate a dire né all’ambiguo Obama né alla feroce Clinton ed ha criticato sia gli Stati Uniti che l’Unione Europea per aver provocato la crisi monetaria che sta inondando di denaro liquido il suo paese con un conseguente aumento della moneta nazionale che danneggia le esportazioni carioca. |
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di Alessandra Riccio
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Martedì 03 Aprile 2012 |
Parla chiaro il Presidente dell’Ecuador Rafael Correa, accusato spesso dai nostri mezzi di comunicazione di voler censurare la stampa libera per aver querelato un giornale di Quito che lo aveva diffamato. Il Presidente ha vinto la causa e ottenuto un risarcimento di grande entità al quale ha poi rinunciato dichiarandosi soddisfatto di aver visto trionfare la sua ragione nei tribunali e lasciando con un palmo di naso il suo avversario già frettolosamente emigrato a Miami da dove dichiarava di essere un perseguitato politico. |
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Ricordo di un giornalista |
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di Gianni Minà
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Martedì 03 Aprile 2012 |
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IN MEMORIA DI ANTONIO GHIRELLI di Gianni Minà da Il Fatto Quotidiano, 4 aprile 2012 Qualche anno fa Antonio Ghirelli, con l’umiltà e la grandezza dei veri maestri, era venuto a festeggiare alla Casa del Cinema i miei cinquant’anni di professione, in buona parte maturati con i suoi insegnamenti. Con lui, poiché il pomeriggio iniziava con un mio programma televisivo sul cinema di Francesco Rosi, c’era anche il regista di “Mani sulla città” e de “Il caso Mattei” e lo scrittore Raffaele La Capria. A un certo momento Antonio, che non ha mai amato la retorica, mi aveva sorpreso con un attimo di nostalgia: “Peccato che manchino Maurizio e Peppino. Maurizio non è mai stato in ritardo, semmai Peppino…”. Si riferiva chiaramente a Maurizio Barendson e Giuseppe Patroni Griffi e a una stagione della sua vita di settant’anni prima in cui, tutti loro, quelli presenti e quelli assenti, erano sui banchi del liceo Umberto di Napoli dove, ancora ragazzi, facevano già la fronda al regime fascista e dove, tre anni dopo, su quegli stessi banchi li avrebbe raggiunti anche un compagno più giovane ma con le stesse aspirazioni, Giorgio Napolitano. |
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