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UN HALT INASCOLTATO

Alessandra Riccio
(22 gennaio 2009)

Era il 1979 quando, approfittando di un viaggio a Cracovia, il poeta cubano Luis Rogelio Nogueras scrisse la poesia che adesso ho tradotto per i nostri lettori. Sorprende la sua drammatica attualità e sorprende la sensibilità di questo intellettuale, morto troppo giovane, che tutti conoscevano come Wichi il rosso, giornalista, disegnatore di cartoni animati, sceneggiatore, autore di bei romanzi polizieschi e soprattuto grande poeta.


HALT!


L’artiglieria israeliana continua a cannoneggiare
accampamenti di rifugiati palestinesi
al sud del Libano
(notizia di stampa)


Percorro la strada percorsa da 4.000.000
di spettri.
Sotto i miei stivali, nel triste, gelido pomeriggio d’autunno
scricchiola dolorosamente la ghiaia.
E’ Auschwitz, la fabbrica dell’orrore
che la follia umana ha eretto
a gloria della morte.
E’ Auschwitz, stigmata sul volto sofferto della
nostra epoca.
E davanti agli edifici risvegliati,
davanti ai recinti elettrificati,
davanti ai capannoni che conservano tonnellate di capigliature umane,
davanti all’arruginita bocca del forno dove sono stati inceneriti
padri di altri figli,
amici di amici sconosciuti,
spose, fratelli,
bambini che, nell’ultimo istante
sono invecchiati milioni di anni,
penso a voi, ebrei di Gerusalemme e di Gerico,
penso a voi, uomini della terra di Sion,
che stupefatti, nudi, intirizziti,
avete cantato la batikvab nelle camere a gas;
penso a voi e al vostro lungo e doloroso cammino
dalle colline della Giudea
fino ai campi di concentramento del III Reich.

Penso a voi
e non riesco a capire
come
avete fatto a dimenticare così presto
l’alito dell’inferno

(Auschwitz-Cracovia, 21.10.79)


Luis Rogelio Nogueras
(La Habana 1944-1985)