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Se una sconfitta del genere fosse toccata ad un paese governato dalla sinistra o dal centro-sinistra (come in Argentina appena sette giorni fa) ci sarebbero i titoloni sui giornali mainstream anche in Italia. Ma la sconfitta dura ed inequivocabile del partito di destra del PAN del presidente Felipe Calderón nelle elezioni parlamentari e amministrative in Messico, viene completamente ignorato dai media. E invece č una sconfitta pesante per uno dei pochi governi importanti ancora ortodossamente neoliberali e allineati a Washington in America latina.
Nonostante ciň č una sconfitta che lascia ben poco da celebrare: va malissimo il Partito Rivoluzionario Democratico e vince l’eterno PRI, il Partito Rivoluzionario Istituzionale, che con difficoltŕ potremmo definire centrista, ma che oggi si proclama socialdemocratico e rinnovato. L’astensione intanto sfiora il 60% e il voto nullo si organizza e raddoppia.
Sono andati a votare appena quattro messicani su dieci e il 7 per cento di chi lo ha fatto ha aderito alla richiesta di chi invitava ad annullare la scheda non sentendosi rappresentato da nessun partito. Le schede nulle sono piů dei voti che ha raggiunto il Partito del Lavoro e la lista di Convergenza, identificati con la sinistra di Andrés Manuel López Obrador che nel 2006 aveva conteso la presidenza voto a voto a Calderón finendo per essere sconfitto solo da quello che molti osservatori considerarono un gigantesco broglio.
Il PRD, Partito Rivoluzionario Democratico, di centrosinistra, dalle fila del quale López Obrador proviene, registra intanto un vero e proprio tracollo che lo porta a perdere oltre una cinquantina di seggi, passando da 127 a 72 parlamentari.
Chi č il vero vincitore delle elezioni č allora il PRI che ha governato il paese ininterrottamente dal 1929 al 2000 e che aspira a ritornare a farlo nella prossima legislatura. Alla camera dei deputati le proiezioni infatti vedono il PRI passare da 106 a 233 dei 500 seggi. Con il partito Verde (ambientalista) alleato del PRI stesso, che passa 17 a 22 seggi, rappresentano la maggioranza a Palazzo San Lázaro. Č una maggioranza che condizionerŕ pesantemente d’ora in avanti l’azione del governo che vede il PAN passare da 206 a 146 deputati.
Il PRI trionfa (e vince anche cinque dei sei governatorati in palio) approfittando da una parte del rifiuto del paese per la destra del PAN, incapace di alleviare la crisi economica (il PIL scenderŕ addirittura dell’8% nel 2009 e si perderanno altri 700.000 posti di lavoro) e combattere il narcotraffico e l’incapacitŕ del PRD, sommerso dalle polemiche e dalle divisioni, di apparire come una vera alternativa di governo. In cambio la presidente del PRI, Beatriz Paredes puň affermare trionfante: “abbiamo appreso dai nostri errori e sappiamo governare”.
fonte www.gennarocarotenuto.it
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