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LATINOAMERICA 117 (4/2011) GARCÍA MARQUEZ RACCONTA SU LATINOAMERICA QUANDO PORTO’ A CLINTON UNA LETTERA DI FIDEL CASTRO PER FERMARE IL TERRORISMO ATTIVO IN FLORIDA CONTRO CUBA. E’ in libreria dai primi di febbraio il n. 117 della rivista trimestrale Latinoamerica diretta da Gianni Minà. Quest’ultimo numero si caratterizza per due testimonianze fondamentali per capire lo stato del continente latinoamericano attualmente in grande evoluzione. La prima è la cronaca, in prima persona, scritta dal premio Nobel della letteratura Gabriel García Marquez, nell’aprile del 1998, quando andò alla Casa Bianca per consegnare una lettera riservata che Fidel Castro gli aveva chiesto di portare all’allora presidente degli Stati Uniti Clinton. Il leader cubano era preoccupato per la piega che stavano prendendo gli eventi a causa degli attentati terroristici organizzati a Miami e messi in atto a Cuba da frange di oppositori della Rivoluzione. Purtroppo García Marquez, in quella occasione, al contrario di altre, non riuscì ad incontrare il Presidente nordamericano, tanto che, considerata la delicatezza della situazione, il governo cubano decise di infiltrare in Florida 5 agenti dell’intelligence per smascherare le centrali eversive. Sono i cinque cubani ancora in carcere negli Stati Uniti, dopo 13 anni, per aver smascherato quella pagina controversa degli insanabili rapporti tra Stati Uniti e Cuba. Un contrasto che ora, come spiegano Salim Lamrani e Wayne Smith, è tornato d’attualità con il caso Gross, un contractor della Cia esperto di informatica, che era andato a Cuba, in teoria per dotare la comunità ebraica dell’Isola, di apparecchiature elettroniche, mentre ora è accusato di attività di spionaggio e sovversione interna. |