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SEMPRE PIÙ FORTE L’ASSE DEL MALE LATINOAMERICANO

Gennaro Carotenuto
(05 agosto 2008)

A Buenos Aires si sono riuniti ieri il presidente brasiliano, Lula da Silva, quello venezuelano Hugo Chávez, ospiti di Cristina Fernández. Sono i tre paesi più importanti e il motore dell’integrazione latinoamericana che tanti nemici incontra in Europa e Nordamerica ma vanno ogni volta più avanti. E’ quello che negli Stati Uniti hanno definito “asse del male latinoamericano” e Cristina con Chávez sono oggi in Bolivia per appoggiare Evo Morales per il revocatorio del prossimo 10 agosto.
L’occasione è stata il più importante incontro della storia di imprenditori brasiliani in Argentina. Per duecento anni e fino a ieri educati ad essere rivali in tutto, perfino ad odiarsi, ed a servire il Nord del mondo in silenzio, adesso Argentina e Brasile, le due economie più importanti del Sudamerica, si stanno integrando a passo velocissimo.
Sono stati in 360 tra i più importanti industriali brasiliani a viaggiare nella capitale del Río de la Plata per un incontro dal significativo titolo “crescere insieme”. E proprio questi, dal 2002 in avanti, sono venuti ad investire almeno otto miliardi di dollari nell’Argentina post-fondomonetarista.
Se si fa eccezione per la questione degli agro combustibili, che il Brasile difende in quanto grande produttore e l’Argentina critica, l’agenda bilaterale rileva solo comunanza di vedute per un’Argentina che rallenta il passo. Nel pomeriggio si è unito a Lula e Cristina anche Chávez.
Il presidente venezuelano ha dichiarato che “siamo tre paesi che si integrano in maniera spettacolare e formano l’asse centrale del Sud che rafforza tutta la regione. E’ un’alleanza agroalimentare, industriale, scientifica, energetica e finanziaria. Abbiamo tutto perchè il Sudamerica sia una potenza”.
In serata i tre presidenti sono andati nella località di Almirante Brown ad inaugurare un programma di costruzione di case popolari voluto dalle Madri di Plaza de Mayo e accompagnati dalla dirigente storica di questa organizzazione Hebe Bonafini.
Oggi Cristina Fernández e Hugo Chávez si trasferiscono in Bolivia per dare appoggio concreto a Evo Morales nella parte finale della campagna per il referendum revocatorio del prossimo 10 agosto. Anche se infastidisce molti, soprattutto in Europa e in Nord America, il sogno di Simón Bolívar di un’America unita avanza.

fonte www.gennarocarotenuto.it