Il Numero in venditaIn questo numero:
Editoriale:
Gianni Minà
1/Se il Fondo monetario fa fallire gli stati ma l’italia non lo sa
2/Contro Cuba il solito, triste mercato Usa dei diritti umani
3/ Se Wikileaks smaschera la bloguera ma i nostri media non ne fanno cenno
Sommario completo
| Piedad Córdoba e la giustizia |
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| Domenica 22 Maggio 2011 |
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La giustizia è un meccanismo complicato e sorprendente: in Colombia –paese dove la legalità è stata messa troppo spesso sotto i piedi- la Corte Suprema di Giustizia ha sentenziato che le informazioni contenute nei computer del capo della Farc Raúl Reyes, ucciso mentre dormiva nel suo accampamento nella foresta ecuatoriana in un bombardamento dell’esercito colombiano in territorio straniero non può avere valore legale visto che il personale che ha eseguito l’attacco era militare e non faceva parte della polizia giudiziaria.
A prima vista, sembrerebbe uno di quei cavilli giuridici che rendono così pericolosa la palude delle leggi e delle pandette; ma a ben pensarci, sembra giusto decidere che da un’azione illegale non possa scaturire la legalità. I computer dello sfortunato capo guerrigliero, secondo le autorità colombiane, hanno fornito un’infinità di informazioni, rivelando complicità pericolose perfino fra lo stesso presidente dell’Ecuaqdor, Rafael Correa, e le Farc che gli avrebbero pagato la campagna elettorale. A parte il dubbio su come, in quell’inferno di bombe e di spari in cui venne distrutto l’accampamento, si siano salvati proprio i delicati meccanismi dei computer e le rispettive memorie, l’operativo militare colombiano è risultato molto utile per sbarazzarsi di avversari politici e per usare l’accusa di connivenza con la guerriglia a man salva. Fra le “vittime” di quelle indiscrete memorie elettroniche c’è anche l’ex senatrice Piedad Córdoba, destituita del suo seggio di senatrice e dichiarata inabile per 18 anni a qualsiasi funzione pubblica. La traiettoria di Piedad Córdoba, anche lei anni fa vittima di un sequestro e decisa coraggiosamente a stabilire dei canali di dialogo per permettere la liberazione degli ostaggi suscita ammirazione in chiunque creda nella forza del dialgo. Questa donna determinata e impavida, ha già dichiarato che visto che le prove che hanno motivato la sua destituzione sono illegali, adesso si aspetta di essere reintegrata nelle sue prerogative. Purtroppo, però, il Pubblico Ministero, sentita la sentenza, ha chiesto che venga ridiscussa davanti al Tribunale Supremo per poter portare avanti il processo contro la Córdoba. |
Tracce
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