Il Numero in venditaIn questo numero:
Editoriale:
Gianni Minà
1/Se il Fondo monetario fa fallire gli stati ma l’italia non lo sa
2/Contro Cuba il solito, triste mercato Usa dei diritti umani
3/ Se Wikileaks smaschera la bloguera ma i nostri media non ne fanno cenno
Sommario completo
| Come credere? |
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| Martedì 26 Aprile 2011 |
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La notizia spaventosa riportata oggi dai nostri giornali e cioè che dopo una telefonata con il Presidente degli Stati Uniti e Premio Nobel per la pace, Obama, il presidente Berlusconi, il leader del “partito dell’amore”, autorizza la nostra aviazione militare a bombardare Tripoli, arriva giusto il giorno dopo la pubblicazione delle terribili informazioni su Guantánamo diffuse da Wikileaks. Davvero non so come abbiamo fatto a diventare tanto creduloni e di scarsa memoria da credere alla storiella del dovere morale di intervenire in difesa dei ribelli libici contro quello stesso dittatore che ci ha rifornito di gas per decenni e che abbiamo ricevuto tributandogli eccessi di onori appena qualche mese fa. Come possiamo credere alla preoccupazione di Sarkozy o di Cameron per i diritti dei popoli quando hanno assistito impavidi ai massacri a Gaza o alle repressioni di tanti movimenti qua e là per il mondo. Qualche lustro fa, in America Latina, argentini, ecuatoriani, venezuelani, boliviani, hanno cacciato presidenti indegni a furor di popolo e al grido “que se vayan todos”, senza che l’Europa facesse una grinza e si preoccupasse della salvaguardia di quei manifestanti. Nel caso, si sono affrettati a riconoscere qualche colpo di stato, come quello fallito in Venezuela o in Honduras, dove la gente combatte e resiste nell’indifferenza dell’Europa ma non degli Stati Uniti che hanno avuto molta parte in causa in quel golpe e nella restaurazione dell’ordine imperiale. Ma soprattutto, come credere, come cedere a una telefonata di Obama, lo stesso Presidente che non è capace, come pure aveva promesso in campagna elettorale, di chiudere quel limbo giudiziario amministrato dai militari, che Bush j. Ha voluto creare nell’illegale base navale di Guantánamo. Mi tornano in mente le parole acute di quel poeta e sacerdote nicaraguense, Ernesto Cardenal, quando –nel mezzo di una furiosa campagna di stampa contro Cuba- riconosceva: “Sì, è vero: a Cuba si tortura, a Cuba si violano i diritti umani. E’ vero. Ma tutto ciò avviene nella base che i nordamericani occupano illegalmente a Guantánamo!” Adesso leggo sul “El País”, una delle testate che ha dato maggior rilievo a queste rivelazioni sulla ignominia che dal 2002 si perpetua in quel lembo di terra cubano, che uno di quei prigionieri, il libico Abu Sufian bin Qumu, tenuto per sei anni a Guantánamo sospettato di essere un terrorista di Al Qaeda, comandante mujaidin in Afganistan e Paquistan, è stato rispedito in Libia dove, dopo un anno di detenzione è tornato libero. Oggi è uno dei combattenti contro Gheddafi più in vista di Derna. Un bell’imbroglio davvero! Tutti ci siamo chiesti e abbiamo chiesto di sapere qualcosa di più del movimento dei ribelli libici, ma le notizie sono assai scarse. Adesso Wikileaks ci fornisce questa possibile pista che confermerebbe l’affermazione del leader libico che nella ribellione contro di lui ci sarebbe lo zampino di Al Qaeda. Ma se così fosse, ci troveremmo di nuovo di fronte a quella matassa ingarbugliata in cui si mescolava la famiglia Bush con Bin Laden e Al Qaeda. A chi credere e cosa credere? Nel frattempo, il nostro Presidente del Consiglio, dimentica che la nostra Costituzione mette al bando la guerra e obbedisce alla telefonata imperiale. Per sentire qualcosa di sensato contro questa dissennata decisione, ho dovuto aspettare le dichiarazioni dell ministro leghista Calderoli! |
Tracce
| Per quale motivo il Che ha questa pericolosa abitudine di continuare a nascere? |
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