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L’AMERICA LATINA RESPINGE LE MINACCE DI HILLARY CLINTON Stampa E-mail
News
Martedì 15 Dicembre 2009

Hillary Clinton minaccia l’America latina per le relazioni con Teheran: “è una cattiva idea fare affari con l’Iran e l’America latina deve sapere che ne pagherà le conseguenze”. L’America latina integrazionista, che nell’ultimo decennio è diventata un attore mondiale indipendente moltiplicando per quattro le relazioni e il commercio Sud-Sud col resto del mondo, da Brasilia a Caracas a La Paz rifiuta le minacce della signora Clinton e sottoscrive accordi con Teheran nei quali si conferma che, nel rispetto degli accordi sulla non proliferazione nucleare, sia l’Iran che i paesi latinoamericani hanno diritto di sviluppare programmi nucleari pacifici. 

Il regime iraniano fa affari con mezzo mondo, a cominciare dall’Unione Europea, ma nella visione neocoloniale del segretario di Stato statunitense quando si tratta dell’ex cortile di casa gli Stati Uniti (che dalla loro hanno eccellenti relazioni con alcuni dei più impresentabili regimi al mondo) credono di avere ancora il diritto di dar lezioni su come si sta al mondo.

 

“Siamo coscienti –ha detto Clinton- delle intenzioni iraniane di promuovere vincoli con alcuni paesi latinoamericani come Venezuela e Bolivia e affermiamo che questa è una cattiva idea della quale pagheranno le conseguenze”. La Clinton cita Venezuela e Boliva ma (stranamente) dimentica di citare il Brasile, che ha appena ricevuto in pompa magna il presidente iraniano Mahmoud Ahmedinejad.

Per il presidente Lula, che ha appena firmato decine di accordi col regime iraniano, in maniera del tutto analoga a quanto sottoscritto da Evo Morales e Hugo Chávez “l’Iran ha diritto a ricevere lo stesso trattamento in materia di sviluppo dell’energia nucleare esattamente come il Brasile e il resto del mondo”. Per la diplomazia di Itamaratí l’Iran è un partner commerciale da due miliardi di dollari l’anno e l’aumento delle relazioni con tutta la regione medio-orientale è parte della strategia brasiliana di trasformarsi in attore globale della politica internazionale senza più farsi dettare, come avvenuto a lungo in passato, l’agenda della propria politica internazionale da Washington.

La doppia morale di Hillary Clinton è stata denunciata anche dalla Bolivia. Per Evo Morales “gli Stati Uniti non hanno il livello morale per parlare di terrorismo in quanto essi stessi sono i primi a usare il terrorismo”. Evo Morales ha espulso l’Ambasciatore statunitense Philiph Goldberg nel settembre 2008, accusandolo di fomentare e finanziare apertamente una guerra civile in Bolivia. Nonostante un riavvicinamento a partire dalla primavera scorsa ancora non si è arrivati alla normalizzazione delle relazioni e ad un nuovo scambio di ambasciatori
 

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