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In questo numero:

Editoriale:
Gianni Minà
1/Se il Fondo monetario fa fallire gli stati ma l’italia non lo sa

2/Contro Cuba il solito, triste mercato Usa dei diritti umani

3/ Se Wikileaks smaschera la bloguera ma i nostri media non ne fanno cenno

Sommario completo
Fidel e l'Onu Stampa E-mail
Giovedì 08 Settembre 2011

Il 28 giugno 1999, durante un Vertice fra i Capi di Stato e di Governo dell’America Latina e del Caribe e quelli dell’Europa, a Rio de Janeiro, Fidel Castro ha rivolto ai Capi di Stato della Nato quattro domande che oggi si sono rivelate di enorme attualità e che sono state ripubblicate sul “Granma” dell’otto settembre 2011.

Fidel Castro

Quattro domande ai Capi di Stato della Nato

Vi è una questione politica di grande importanza che mi sento in dovere di segnalare sul nuovo concetto strategico della Nato. Prendo in esame i seguenti quattro paragrafi:

Uno: “Allo scopo di fomentare la pace e la stabilità in Europa e in un contesto più ampio, gli alleati europei accrescono la loro capacità di azione, includendo l’aumento del loro potere militare”.

Due: “La sicurezza dell’Alleanza continua ad essere soggetta ad una grande varietà di rischi militari.[...] Fra questi rischi vi è l’incertezza e l’instabilità nella regione euroatlantica e nei suoi dintorni, oltre alla possibilità di crisi regionali nella periferia dell’Alleanza”.

Tre: “Bisognerà contare su un maggior numero di elementi di forza a livello di preparazione adatti ad effettuare operazioni prolungate sia all’interno del territorio dell’Alleanza che fuori di esso”.

Quattro: “Sembra più probabile che le possibili minacce alla sicurezza dell’Alleanza proverranno da conflitti regionali, etnici o da altre crisi al di là del territorio dell’Alleanza, così pure la proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei loro vettori”.

Desidero fare tre brevissime riflessioni e interrogativi:.

Uno: Vorremmo che ci venisse chiarito, se fosse possibile, se i paesi dell’America Latina e del Caribe sono o non sono compresi nella periferia euroatlantica definita dalla Nato.

Due: L’Unione Europea, dopo molti dibattiti, ha dato il suo appoggio a una dichiarazione di questo Vertice che dice: “questa associazione strategica si mantiene nel pieno rispetto del diritto internazionale e sui propositi e sui principi contenuti nella Carta delle Nazioni Unite, i principi di non intervento, il rispetto delle sovranità, l’uguaglianza fra gli Stati e l’autodeterminazione”. Questo significa che gli Stati Uniti si impegnano anche loro a rispettare i principi contenuti in questo accordo dei suoi alleati? Quale sarà l’atteggiamento dell’Europa se gli Stati Uniti decideranno per conto proprio di cominciare a gettare bombe e missili con un pretesto qualunque contro uno qualsiasi dei paesi dell’America Latina e del Caribe qui riuniti?

Tre: Tutti sanno che, per esempio, Israele possiede centinaia di armi nucleari elaborate con un determinante aiuto occidentale, sul quale è stato mantenuto uno strano ed ermetico silenzio.

Tutto ciò potrebbe significare che un bel giorno la Nato, partendo dal punto quattro sopra segnalato, in virtù di una proliferazione clandestina non solo di armi di distruzione di massa, ma anche di una produzione massiccia di queste armi, potrebbe procedere a lanciare migliaia di bombe su Gerusalemme, su Tel Aviv, su città israeliane e palestinesi, distruggere sistemi elettrici, industrie, strade e tutti i mezzi essenziali di vita di quei popoli, uccidendo direttamente decine, migliaia di civili innocenti e minacciando l’esistenza del resto della popolazione? Può mai essere questa la soluzione di civiltà a simili problemi? Si potrebbe mai essere sicuri che ciò non condurrebbe ad un conflitto nucleare? Fin dove ci potrebbe condurre la nuova e insostenibile dottrina della Nato?

Dopo aver espresso solo una minima idea rispetto a questo delicato tema, non ho altro da aggiungere. Chiedo Scusa. Molte grazie.

 

 

 

Tracce

Sotto la direzione del Presidente Fidel Castro, l’eroico popolo di Cuba ha rovesciato un regime ingiusto e sfruttatore, istituendo un nuovo Stato.

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