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Domenica 9 dicembre, 164 componenti dell'Assemblea Costituente su 255 aventi diritto, e rappresentanti delle diverse forze politiche, hanno varato il testo della nuova Costituzione che, venerdì 14, è stato consegnato al legittimo governo boliviano e sarà poi sottoposto, per alcuni articoli, a referendum popolare. Per la prima volta nella sua storia, il popolo della Bolivia, rappresentato da un'assemblea democraticamente eletta, ha proposto un progetto di Costituzione attenta ai diritti di tutti i cittadini del paese.
Una nuova Costituzione che riconosce diritti e dignità negati per secoli ai popoli indigeni, rappresentanti della maggioranza della popolazione, difende i beni comuni e le risorse naturali e promuove la giustizia sociale. La nuova Costituzione rappresenta così una tappa decisiva nella trasformazione profonda della Bolivia, portata avanti da Evo Morales, il primo Presidente indigeno dell'America Latina, malgrado le difficoltà e un'opposizione spesso scorretta e violenta, che ha costretto la maggioranza dei componenti dell'Assemblea a trasferirsi, per la votazione, dalla capitale costituzionale Sucre a Oruro (200 chilometri dalla capitale amministrativa La Paz), per sfuggire a provocazioni e atti di razzismo. C'è, infatti, in Bolivia un'opposizione che sta attentando apertamente alla stabilità democratica della nazione, invitando alla secessione il distretto di Santa Cruz de la Sierra, il più ricco del paese. Il Presidente Morales, che l'Organizzazione degli Stati Americani (OEA), riunita a Panama, ha elogiato per il processo democratico che la Bolivia sta vivendo, è stato costretto a denunciare così che "settori conservatori, sotto la spinta di interessi esterni e transnazionali, vogliono impedire che il popolo boliviano possa scegliere liberamente il proprio destino". Per questo, come uomini liberi, rappresentanti di tutte le categorie sociali, esprimiamo il nostro sostegno al processo democratico in corso in Bolivia, contributo fondamentale al riscatto sociale in corso nel continente, e chiediamo al mondo intero di moltiplicare gli sforzi per evitare che possano ripetersi, nella terra della civiltà aymara e quechua, colpi di stato come quello che insanguinò il Cile nel 1973. Vogliamo inoltre che sia respinta ogni ingerenza esterna o tentativo di destabilizzare o rovesciare con violenza il governo del legittimo Presidente Evo Morales. Un Presidente che, seguendo l'esperienza fatta da Nelson Mandela in Sudafrica, è riuscito nell'impresa di dar voce anche alle popolazioni indigene, maggioranza del paese, che in Bolivia, mai avevano avuto la possibilità di scegliere il proprio destino.
Gianni Minà, Alessandra Riccio, Loredana Macchietti e la redazione della rivista Latinoamerica, insieme a: Adolfo Pérez Esquivel premio Nobel per la Pace Juan Gelman,poeta Eduardo Galeano,scrittore Luis Sepúlveda,scrittore Miguel Bonasso, scrittore Stella Calloni, scrittrice Frei Betto, scrittore e frate domenicano Alex Zanotelli, missionario comboniano Francois Houtart, sociologo Ettore Scola, regista Salim Lamrani, scrittore Gennaro Carotenuto, storico Grazia Tuzi, antropologa Antonio Vermigli, giornalista Marco Tropea, editore Augusto Enriquez, musicista Giuseppe De Marzo, presidente ong "A Sud" Gianluca Ursini, giornalista Domenico Gallo, magistrato Enrico Calamai, diplomatico Pietro Mariano Benni, direttore responsabile agenzia MISNA Ignazio Fiore, avvocato Andrea Fiore, avvocato Antonino Abrami, magistrato Ettore Masina, giornalista e scrittore Luigi Cogodi, Presidente Centro documentazione diritti umani Giovanna Mulas, scrittrice Gabriel Impaglione, poeta Francesca Mara Tosolini Santelli Maurizio D'Atri, cineoperatore Giuliana Cupi Giuseppe Cassano, pensionato Nicoletta Mastroleo Angelo Scotto, studente Guido Baggio Cristina Boggian Miriam Pellegrini Ferri, partigiana di Giustizia e Libertà Spartaco Ferri, partigiano della Garibaldi Antonio Bassi, essere umano Piero De Luca, docente di Geografia economica Mario Colanzi Mauro Cassano, studente Carlo Olivieri, medico umanista Mariella Minnozzi, traduttrice Don Michele Manzulli Gregorio Impedovo Giuseppe Galluccio Teresita Pozzali, camiciaia Antonio Olgiati, operaio Vito Gambilonghi Enrica Noseda Giorgio Sgarbi Arduina Masoch Paolo Rossignoli, editore Achab Paolo Zanardi, impiegato Marco Garofali, impiegato Dante Molinari, pedagogista in pensione Vincenzo Marzo, un uomo Luca Pareschi Angela Girone, casalinga Nicola Cassano, studente Paolo Albiani, operaio Annalisa Melandri Mario Morisi, scrittore Marcela Quilici, assistente sociale Associazione Italia-Bolivia onlus Associazione umanista "Mondo senza guerre" Emiliano Cristilli Marco Falcinelli, operaio Fabio Di Falco, infermiere professionale Marilisa Verti, giornalista Delfino Sartori, giornalista, scrittore, viaggiatore Mirco Camilletti, operatore internazionale ASCS in Colombia Luciano Torresani, tecnico Katia Coletto Pier Angelo Galmozzi, avvocato David La Sala, avvocato Francesco Zurlo Sergio Zurlo Lucio Zurlo Andrea Molino, musicista e direttore d'orchestra Cristiano Grandi, Presidente Action and passion for peace Franco Scepi, artista, fondatore Man of peace Pierluigi Susani, medico volontario Antonio Monetti Giordano Carmine Karina Gasco, antropologa Daniele Squellati, cameriere Felipe Gasco, pensionato Maria Gomez, pensionata Paolo Casarini, educatore professionale E molti altri che si stanno sommando.
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