Pierre Charasse: “Siria, la guerra delle bugie continua”

settembre 5, 2013

Il Segretario di Stato americano John Kerry ha esibito come prova dell’utilizzazione di armi chimiche da parte di Bashar el Assad, una fotografia che mostra dei corpi allineati sul pavimento (fonte: facebook).
Ma guarda un po’, quella foto è stata scattata nel 2003 in Irak dal fotografo italiano Marco di Lauro. Il quale è caduto dalle nuvole quando ha visto l’utilizzo che era stato fatto della sua foto.
Ci avevano già fatto il colpo di neonati in culla in Kuwait al tempo della prima guerra del golfo, poi le “prove irrefutabili della presenza di armi di distruzione di massa in Irak nel 2003 (Colin Powell, ridicolo alle Nazioni Unite con le sue foto truccate e la sua polvere magica) e adesso ci risiamo con le armi chimiche di Bashar. “Calunniate, calunniate, qualcosa resterà…”
Comunque, non è con questo modo di procedere che si farà avanzare la causa dei diritti dell’Uomo. Ma come dicono certi analisti americani, l’argomento umanitario è il peggiore fra quanti potrebbe avanzare Obama: quel che conta è mantenere un Bashar el Assad indebolito al potere e non permettere che la Coalizione (con Al Qaeda) lo sostituisca. Dunque, mantenere lo statu quo e pertanto mettere in scena il “caos costruttivo” nel più grande Medio Oriente. Lunga vita al Presidente.

Articolo di Alessandra Riccio

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