Il Numero in venditaIn questo numero:
Editoriale:
Gianni Minà
Quale sarà la nuova scusa per continuare ad angariare Cuba?
Frei Betto
Se la Chiesa e la Spagna affrancano Cuba dall’ipocrisia della Comunità europea
Sommario completo
| Vivere per raccontarlo! |
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| Mercoledì 21 Maggio 2008 |
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García Márquez ha intitolato la sua bella autobiografia Vivere per raccontarlo. Mi viene in mente questo titolo leggendo i resoconti su come si è svolta la Giornata Mondiale contro l’Omofobia a Cuba e, contemporaneamente, ascoltando alla radio le dichiarazioni della ministra Carfagna a proposito della Giornata dell’Orgoglio Omosessuale che a lei non interessa perché, afferma, in Italia gli omosessuali non sono discriminati. Chi l’avrebbe mai detto: mentre a Cuba il Governo Rivoluzionario si impegna a garantire i diritti delle diversità e a praticare una politica sociale totalmente includente, nella nostra bella penisola tutto indica che stiamo facendo enormi e preoccupanti passi indietro.
E nella platea e sulle gallerie gremite del Teatro Austral, la richiesta che veniva dal pubblico era proprio quella di non dover più ghettizzarsi nei bar e nelle aree in cui, fino ad oggi, si riuniva la comunità gay, ma di poter vivere insieme agli altri, come gli altri. Per far questo è necessario che le forze dell’ordine, che fino ad oggi ne tolleravano la presenza nei luoghi di cui si erano appropriati, ma che continuano a guardarli come elementi di disturbo della tranquillità sociale, partecipino ad un serio programma di rielaborazione di vecchi preconcetti. E’ quello che da quattro anni sta facendo il Cenesex con i suoi operatori, psicologi, assistenti sociali e medici. Cambiare mentalità radicate da secoli di pregiudizi non è facile. A Cuba lo stanno facendo, non da oggi, con delicatezza e determinazione.
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Tracce
| Cara Hildita, Aleidita, Camilo, Celia ed Ernesto, se un giorno dovrete leggere questa lettera, sarà perchè io non sarò più tra voi. |
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