Archivi mensili: gennaio 2013

La macchina (2° parte)

La macchina (2° parte)
gennaio 26, 2013

Il subcomandante Marcos continua il suo monologo satirico e il 23 gennaio ha pubblicato un comunicato che fa seguito a “Noi e loro”, dal titolo “La macchina”. (A.R.) Marcos, La macchina Parla il venditore: E’ meravigliosa, davvero “cool”, tanto per ... Leggi tutto »

Frei Betto vince il Premio Internazionale Josè Martí dell’Unesco

Frei Betto vince il Premio Internazionale Josè Martí dell’Unesco
gennaio 24, 2013

Il Premio Internazionale Josè Martí dell’Unesco è stato assegnato all’intellettuale brasiliano Frei Betto per la sua opera feconda come scrittore, per il suo “contributo eccezionale” per la costruzione di una cultura universale di pace, giustizia sociale e diritti umani in ... Leggi tutto »

Alan Gross di professione destabilizzatore

Alan Gross di professione destabilizzatore
gennaio 23, 2013

Qualche giorno fa sono stati divulgati dei documenti ufficiali nordamericani del National Security Archive che rivelano (se ce ne fosse ancora bisogno) che Washington opera contro il governo cubano con un programma di “democratizzazione” dell’isola attraverso una “attività operativa” che ... Leggi tutto »

Loro e noi

Loro e noi
gennaio 22, 2013

Il 21 dicembre scorso, mentre giornali, riviste e media si esercitavano a diffondere la paura per l’imminente (a loro dire) fine del mondo prevista dal calendario maya, un esercito silenzioso invadeva varie città e municipi dello Yucatan in maniera ordinata ... Leggi tutto »

La demonizzazione di Chávez

La demonizzazione di Chávez
gennaio 12, 2013

di Eduardo Galeano Hugo Chávez è un demonio. Perché? Perché ha alfabetizzato due milioni di venezuelani che non sapevano né leggere né scrivere pur vivendo in un paese che possiede la ricchezza naturale più importante del mondo che è il ... Leggi tutto »

Gli iracheni non possono dimenticare quello che gli statunitensi hanno fatto

Gli iracheni non possono dimenticare quello che gli statunitensi hanno fatto
gennaio 3, 2013

Sono stata a Ramadi e a Falluja. Invece di portare un messaggio di affetto e di empatia per le loro sofferenze e un augurio di pace, la mia presenza come statunitense è parsa aprire ferite che sono terribilmente profonde. Ho ... Leggi tutto »