Il Numero in venditaIn questo numero:
Editoriale:
Gianni Minà
1/Se il Fondo monetario fa fallire gli stati ma l’italia non lo sa
2/Contro Cuba il solito, triste mercato Usa dei diritti umani
3/ Se Wikileaks smaschera la bloguera ma i nostri media non ne fanno cenno
Sommario completo
| Dice Fidel ... |
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| Martedì 15 Marzo 2011 |
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Ho l'impressione che nessuno dei tanti, tantissimi ingegni incuriositi da Fidel Castro nei moltissimi anni in cui si è mantenuto alla ribalta della storia (il suo gesto iniziale fu lo sfortunato Assalto alla Caserma Moncada nel 1952), nessuno dei giornalisti che hanno sgomitato per potere avere una sua intervista, nessuno degli analisti che ne hanno monitorato frasi, atteggiamenti e decisioni, nessuno dei suoi detrattori o dei suoi devoti ammiratori avrebbero immaginato di vederlo trasformato in un anziano ed energico commentatore del mondo in cui viviamo; in una sentinella sensibile, pronta ad allertarci sui pericoli possibili, sulle trappole disseminate nel mondo globalizzato, ma anche uno statista di enorme esperienza, capace di fare sintesi nella giungla di informazioni che spesso, anzicché chiarirla, confondono l'opinione pubblica. Ha appena pubblicato la sua ultima "Riflessione" sul mondo di cui ho tradotto solo le ultime righe, perché mi sembra che siano una sintesi perfetta dello stato dell'arte in queste idi di marzo che non promettono nulla di buono. “[...] Possiamo notare la complessa situazione che regna nel mondo arabo, fra le cui popolazioni si è scatenata un’ondata rivoluzionaria. Il Re saudita appoggia la guerra della NATO in Libia; intanto nel Bahrein la NATO appoggia l’invasione saudita. Il sangue dei popoli arabi verrà versato a beneficio delle grandi multinazionali degli Stati Uniti, intanto, i prezzi del petrolio raggiungeranno limiti non prevedibili nella misura in cui le guerre si scateneranno nelle aree di maggior produzione, mentre i disastri nucleari del Giappone moltiplicano la resistenza dei popoli alla proliferazione degli impianti nucleari. Lo spreco e le società di consumo capitalista nella sua fase neoliberale e imperialista, stanno trascinando il mondo in un vicolo cieco dove il cambio climatico e il costo crescente degli alimenti conducono migliaia e migliaia di persone verso i peggiori indicatori di povertà.”
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Tracce
Perché nacque dal popolo e in mezzo al popolo rimane, e per questo la sua grandezza è la grandezza del popolo cubano. |
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