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Editoriale:
Gianni Minà
Ecco chi paga Moisés Naím, Freedom House, Reporters sans Frontiéres e la loro informazione al guinzaglio

Fidel Castro Ruz
Cosa ci unisce a Lula e al suo paese
Sommario completo
Anche per Víctor Jara è arrivata la giustizia con il suo passo lento Stampa E-mail
Sabato 05 Dicembre 2009

E’ notizia di questi giorni che la tenace vedova del cantautore cileno Víctor Jara è riuscita ad ottenere un funerale degno per quel suo marito seviziato e ucciso nello stadio di Santiago durante i primissimi giorni del drammatico e cruento colpo di stato con cui il generale Augusto Pinochet si è impossessato del potere in quel paese che stava sperimentando le democratiche trasformazioni volute da un governo progressista guidato dall’ indimenticabile presidente Salvador Allende.

Joan Manuel Serrat lo ha voluto ricordare su El País con queste parole: “Oggi, sbato, seppelliscono Víctor Jara per la seconda volta. Lui che amava tanto la vita, trentasei anni dopo, torna a far passeggiare la sua morte”. E poi si chiede il senso di questa cerimonia perché, come sempre, c’è chi dice che bisogna lasciare i morti in pace. Ma la domanda di Serrat, che ha appena pubblicato un CD in ricordo del poeta Miguel Hernández, vittima della repressione di Franco in Spagna, e anche la nostra domanda è : “Ma i morti sono in pace? E noi siamo in pace con loro?”
Aver fatto tacere la voce di chi aveva rivalutato, trascritto e conservato i canti contadini identificandosi con il popolo in una maniera che Serrat giudica “quasi mistica”, così come aveva fatto la grande Violeta Parra,  non può essere perdonato. Il 16 settembre de 1973, Joan Turner, quasi di nascosto, dopo aver recuperato i miseri resti di suo marito li seppelliva in una nicchia del Cimitero Generale di Santiago, sola e disperata. Oggi la Presidente Bachelet è con lei; e insieme a loro migliaia di cileni. Non sarà il caso di scomodare Antigone, ma la pietà per i morti, il dovere di seppellirli anche sfidando l’autorità, così come ha fatto la coraggiosa Joan e la sua perseveranza nel volere un omaggio alle spoglie dell’indimenticabile Víctor Jara, significa ancora una volta rendere giustizia. E anche se la giustizia è lenta, troppo lenta, perseguirla e non arrendersi è un fatto irrinunciabile ed esemplare. La memoria è tenace e Serrat non dubita che in questa giornata “si riuniranno i vecchi compagni di lotta, sopravvissuti alla dittatura e all’esilio, ragazze e ragazzi che sono cresciuti con le sue canzoni sulla bocca. Ci saranno figli di perseguitati ma anche di repressori. Arriveranno operai dalle periferie e contadini dalle valli, per unirsi ai minatori che, con addosso l’odore del rame, scenderanno da Calama. Donne e uomini di ogni condizione si terranno per mano ricordando Amanda”.

 

 

 

Tracce

Perché nacque dal popolo e in mezzo al popolo rimane, e per questo la sua grandezza è la grandezza del popolo cubano.
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