Il Numero in venditaIn questo numero:
Editoriale:
Gianni Minà
1/Se il Fondo monetario fa fallire gli stati ma l’italia non lo sa
2/Contro Cuba il solito, triste mercato Usa dei diritti umani
3/ Se Wikileaks smaschera la bloguera ma i nostri media non ne fanno cenno
Sommario completo
| Anche per Víctor Jara è arrivata la giustizia con il suo passo lento |
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| Sabato 05 Dicembre 2009 |
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E’ notizia di questi giorni che la tenace vedova del cantautore cileno Víctor Jara è riuscita ad ottenere un funerale degno per quel suo marito seviziato e ucciso nello stadio di Santiago durante i primissimi giorni del drammatico e cruento colpo di stato con cui il generale Augusto Pinochet si è impossessato del potere in quel paese che stava sperimentando le democratiche trasformazioni volute da un governo progressista guidato dall’ indimenticabile presidente Salvador Allende. Aver fatto tacere la voce di chi aveva rivalutato, trascritto e conservato i canti contadini identificandosi con il popolo in una maniera che Serrat giudica “quasi mistica”, così come aveva fatto la grande Violeta Parra, non può essere perdonato. Il 16 settembre de 1973, Joan Turner, quasi di nascosto, dopo aver recuperato i miseri resti di suo marito li seppelliva in una nicchia del Cimitero Generale di Santiago, sola e disperata. Oggi la Presidente Bachelet è con lei; e insieme a loro migliaia di cileni. Non sarà il caso di scomodare Antigone, ma la pietà per i morti, il dovere di seppellirli anche sfidando l’autorità, così come ha fatto la coraggiosa Joan e la sua perseveranza nel volere un omaggio alle spoglie dell’indimenticabile Víctor Jara, significa ancora una volta rendere giustizia. E anche se la giustizia è lenta, troppo lenta, perseguirla e non arrendersi è un fatto irrinunciabile ed esemplare. La memoria è tenace e Serrat non dubita che in questa giornata “si riuniranno i vecchi compagni di lotta, sopravvissuti alla dittatura e all’esilio, ragazze e ragazzi che sono cresciuti con le sue canzoni sulla bocca. Ci saranno figli di perseguitati ma anche di repressori. Arriveranno operai dalle periferie e contadini dalle valli, per unirsi ai minatori che, con addosso l’odore del rame, scenderanno da Calama. Donne e uomini di ogni condizione si terranno per mano ricordando Amanda”.
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