Latinoamerica e tutti i sud del mondo è una rivista trimestrale che si occupa dei paesi annientati dalla povertà
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In questo numero:

Editoriale:
Gianni Minà
Ecco chi paga Moisés Naím, Freedom House, Reporters sans Frontiéres e la loro informazione al guinzaglio

Fidel Castro Ruz
Cosa ci unisce a Lula e al suo paese
Sommario completo
Tony, Yoani e la Filarmonica di New York Stampa E-mail
Mercoledì 14 Ottobre 2009

Finalmente la sentenza che condannava Tony Guerrero a un ergastolo più undici anni di carcere è stata modificata radicalmente. A quest’uomo che insieme a quattro compagni –“i famosi 5 eroi cubani ingiustamente detenuti nella carceri statunitensi”-, combatte contro l’ingiustizia e le vessazione del carcere duro e dell’isolamento, la pena è stata comminata in appena (!) 20 anni e 11 mesi, dei quali ne ha scontati già più di dieci.

Ci dovremmo rallegrare per questo enorme sgravio della pena, invece mi chiedo, al di là della brillante difesa dell’avvocato di Tony, come ha ragionato il tribunale rispetto alle assurde imputazione e agli abusi giuridici riconosciuti dalle Nazioni Unite ma anche dal Tribunale di Atlanta. E mi chiedo anche perché non si sia proceduto ancora analogamente nel caso di Gerardo Hernández, condannato addirittura a due ergastoli più quindici anni; una sentenza talmente abnorme da sembrare del tutto irreale. Nel carcere di Florence, nel Colorado, di sinistra fama, Tony ha una condotta irreprensibile, insegna spagnolo, inglese, matematica ai detenuti, dipinge e scrive poesie ma soprattutto non perde la speranza di tornare in patria. E’ un esempio per tutti ma non è una figura con sufficiente appeal per penetrare le cronache dei nostri mezzi di informazione come lo è, invece, la famosa blogger Yoani Sánchez alla quale è stato negato per la terza volta il visto per uscire dal paese. Questa volta si trattava di andare a ritirare un premio offerto nientemeno che dalla prestigiosa Columbia University di New York.
Personalmente non sono d’accordo con questo controproducente braccio di ferro fra le autorità cubane e questa piccola provocatrice, sulla quale proprio oggi ha speso molte belle e insincere parole Rossana Miranda, giornalista venezuelana che scrive su Il Riformista, intervistata per Radio3 Mondo da Luigi Spinola. La lascerei andare per il mondo invece di trattenerla all’Avana, che, nelle parole della Miranda,, è per lei una grande prigione dalla quale, però, può sfuggire tutti i giorni viaggiando e parlando con i tanti suoi amici via Internet, una rete alla quale accede “clandestinamente” –dice la Miranda collegandosi dagli alberghi della città. Anche a me piacerebbe tanto che Yoani potesse affrontare il suo pubblico in carne ed ossa e misurare la sua sensibilità, la sua intelligenza, i suoi eventuali progetti davanti al mondo. Io, per esempio, le chiederei che ne pensa del fatto che qualche settimana fa, l’orchestra Filarmonica di New York al completo ha dovuto annullare il concerto che da mesi era stato programmato all’Avana. Il ministero del Tesoro statunitense ha negato il visto ai 60 componenti dell’orchestra che nella capitale cubana avrebbero parlato l’universale linguaggio della musica e non il minimalista linguaggio della vita quotidiana a Cuba “sotto i fratelli Castro”. Neanche il bravo Luigi Spinola sembra essersi accorto dell’assurdità di proibire un incontro di alto livello culturale fra musicisti e pubblico dei due paesi, ma non gli è sfuggito l’arbitrio di negare il visto d’uscita alla ardita Yoani che da qualche anno quotidianamente sfida il nemico cubano recandosi “clandestinamente” nei grandi alberghi dell’Avana per tenere aggiornati i suoi lettori su quel che accade giorno per giorno nei mercati e nelle strade della città.

 

Tracce

Nella prima parte della mia esistenza il mio Dio mi ha dato così tanto che se anche adesso mi toglie qualcosa, sono sempre in pari con la vita.

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