Il Numero in venditaIn questo numero:
Editoriale:
Gianni Minà
Ecco chi paga Moisés Naím, Freedom House, Reporters sans Frontiéres e la loro informazione al guinzaglio
Fidel Castro Ruz
Cosa ci unisce a Lula e al suo paese
Sommario completo
| “El País”, |
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| Martedì 26 Maggio 2009 |
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Per aggiornarsi quotidianamente sulle principali notizie sull’America Latina è pressoché inutile sfogliare i quotidiani italiani, bisogna leggere “El País”, il grande quotidiano di Madrid del Gruppo Prisa che –sulla scia della nostra “Repubblica”- nel dopo dittatura ha svolto un importante ruolo di democratizzazione e di apertura informativa. Ma verso l’America Latina è molto, troppo cauto e conservatore. I titoli di oggi, 26 maggio, strillano quattro notizie da cui trapela una posizione molto cauta e avversa nei riguardi di alcune di quelle repubbliche impegnate in grandi cambiamenti socio-politici, a cominciare dalla Bolivia e il Venezuela. In Bolivia, Evo Morales ha festeggiato l’inizio delle celebrazioni del bicentenario dell’indipendenza recandosi in un piccolo villaggio, luogo natale di un’eroina di quelle battaglie, a ricordare che non di civilizzazione si è trattato, ma di un’invasione da parte della Spagna verso territori liberi, sovrani e abitati. A Sucre, intanto, le disobbedienti autorità degli stati ribelli di Santa Cruz, Beni e Tarija (bianchi, ricchi e razzisti) organizzavano la loro celebrazione dimenticano naturalmente la componente indigena nella ribellione alla Spagna. La nota di “El País” ci parla di un paese diviso ma dimentica di dire che, alla prova elettorale, è Morales il presidente scelto dalla maggioranza del popolo boliviano.
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Tracce
La Repubblica di Cuba è stata restaurata ed è dovere di tutti gli uomini d’America difenderla. |
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