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Editoriale:
Gianni Minà
Ecco chi paga Moisés Naím, Freedom House, Reporters sans Frontiéres e la loro informazione al guinzaglio
Fidel Castro Ruz
Cosa ci unisce a Lula e al suo paese
Sommario completo
| Yoani e Silvio: il mondo (dell’informazione) alla rovescia |
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| Martedì 05 Maggio 2009 |
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Non capirò mai con quale criterio la nostra stampa, ahimé anche quella che si dice di sinistra, trovi assai più interessante mettere in prima pagina le vicende di Yoani Sánchez, un nome che non dice niente ai più, e non rilevi l’enormità di un visto negato a uno dei più grandi e celebri cantautori del mondo, Silvio Rodríguez. La Sánchez dedica tutto il suo tempo (suo marito giornalisti racconta di sostituirla con piacere ai fornelli o nella cura del figlio) a “Generación Y”, così si chiama, infatti la chiacchierata telematica con cui Yoani avrebbe conquistato migliaia di lettori in tutto il mondo, secondo quanto afferma il settimanale “l’Internazionale”. In Spagna le hanno già dato un premio importante e proprio il fatto che la giovane non abbia avuto il visto per recarsi a ritirarlo, ha fatto di lei una intellettuale perseguitata, vittima del “castrismo”. Mentre aspetto di sapere da dove Yoani ricava i soldi per il suo blog, per comunicare dai carissimi alberghi dell’isola tramite internet, mi chiedo anche come mai il fatto che a Silvio Rodríguez non sia stato dato il visto Usa per partecipare alla festa dei novanta anni del suo amico e collega Pete Seeguer, non trovi la stessa risonanza sui nostri giornali. Cuba, si sa, vive sotto embargo e con continui tentativi di sabotaggi e destabilizzazioni da parte di gruppi di esiliati fortemente appoggiati dal governo degli Stati Uniti. Questo stesso Governo degli Stati uniti, da molti decenni, considera Cuba come un paese nemico e anche la nuova Amministrazione, che tante speranze ha acceso nel mondo, continua ad arrogarsi il diritto di stilare una lista di paesi “terroristi” in cui include la povera Cuba senza neanche sprecarsi a raccontare al mondo le gesta terroriste che hanno condotto ad includere l’isola in quel sinistro elenco. Sproporzionatamente più potenti del loro piccolo “nemico” caraibico, gli Stati Uniti mantengono la loro aggressione via etere con Radio e Tele Martí, a spese dell’erario nordamericano; mantengono in galera, dopo un processo ingiusto, cinque generosi cittadini cubani disposti a correre molti pericoli per poter scoprire gli intrighi e i complotti orditi in terra di Florida contro la loro isola, non sgombrano dalla base di Guantànamo illegalmente occupata, e mantengono il blocco economico, finanziario e commerciale contro quel piccolo paese di undici milioni di abitanti. Per di più, si permettono anche un gesto di ritorsione particolarmente miserabile se si tiene conto del fatto che non è Cuba ad aggredire gli Stati Uniti o a volerli destabilizza, ma esattamente il contrario, negando ad una star della canzone impegnata il visto per recarsi negli Stati Uniti per partecipare al concerto in omaggio del grande Pete. “La Habana, 3 maggio 2009-05-05
Silvio Rodríguez |
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