Il Numero in venditaIn questo numero:
Editoriale:
Gianni Minà
1/Se il Fondo monetario fa fallire gli stati ma l’italia non lo sa
2/Contro Cuba il solito, triste mercato Usa dei diritti umani
3/ Se Wikileaks smaschera la bloguera ma i nostri media non ne fanno cenno
Sommario completo
| Vittoria di Cuba all'Onu |
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| Domenica 24 Giugno 2007 |
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Con un paziente lavoro diplomatico durato anni, ponendo e riponendo questioni sul funzionamento della Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Cuba, insieme a molti altri paesi persuasi della necessità di questi cambiamenti, ha prima ottenuto che la vecchia commissione venisse riformata in un Consiglio dei Diritti Umani per poi mettere sul tappeto la questione, offensiva ed insultante, della costante messa sotto accusa di Cuba, con la nomina di un Rappresentante personale dell'alto Commissariato per i Diritti Umani a Cuba. In altri termini, un ufficio completo dedicato esclusivamente a monitorare le eventuali violazioni perpetrate sull'isola. Un "privilegio" che non era toccato a quasi nessuno dei paesi del Terzo Mondo dove i diritti sono violati a cominciare da quello più elementare che è il diritto alla sopravvivenza, e tantomeno a quei paesi-padroni che si sono arrogati il diritto di torturare senza per questo dover essere sanzionati. Per circa venti anni quel rituale grottesco si ripeteva: gli Stati Uniti, mandando avanti qualche stato amico e ricattabile, chiedava che il caso di Cuba fosse iscritto in agenda con massima priorità; ogni anno le votazioni -dapprima risicate, poi con sempre più franche maggioranze- respingevano l'ipotesi di condanna contro Cuba, ma c'è voluto il radicale cambiamento della struttura che si occupa dei Diritti Umani nelle Nazioni Unite, per cancellare finalmente l'onta di una Commissaria speciale, incaricata di occuparsi di Cuba. Ed ha contato anche la Presidenza di Cuba al Movimento dei non allineati, in cui l'isola gode di un meritato prestigio, avendone difeso gli interessi lungo tutto il corso della sua storia. Ed ha contato anche il fatto che, con più di due terzi dei voti dei membri dell'Assemblea Generale dell'ONU, lo Stato cubano sia stato eletto membro del rinnovato Consiglio dei Diritti Umani.
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