TANO D’AMICO

Foto di T. D’Amico

Tano D’Amico (isola Filicudi, 1942) è un fotografo italiano.
Giornalista e fotoreporter, siciliano di nascita e romano di adozione.
Ha realizzato reportage su carceri, manicomi, rom, e ha documentato le manifestazioni di piazza a partire dagli anni ’60.
Dalla parte dei senza nome, dei senza voce e senza volto: i produttori e l’esercito industriale di riserva, quelli che fanno la storia e la storia li scarica ai bordi dei suoi libri.
Dalle manifestazioni studentesche alla emancipazione delle donne, alla lotta per la casa, agli scioperi e alle occupazioni dove furono protagonisti donne, operai, disoccupati, studenti, sottoproletari e i loro antagonisti. Tutto quello che non poteva interessare i mezzi di comunicazione di massa è rimasto nelle foto di Tano.
I primi reportage sono dedicati al sud, in Sicilia e in Sardegna. Ma viaggia anche all’estero per “il mondo” va nell’lrlanda dellal guerra civile, nella guerra dei colonelli in Grecia. Poi nella spagna franchista, in Portogallo durante la rivoluzione dei garofani, più volte in Palestina. Negli anni ottanta e novanta andrà in Somalia, Bosnia, Chiapas, Stati Uniti; Protagonista di numerose mostre fotografiche, D’amico è autore di molti libri: Con il cuore negli occhi” Palestina, Gli anni ribelli, Randagi, Espulsi, E’ il 77, Il Giubileo nero degli zingari.
Il suo sguardo si distingue subito da quello degli altri fotografi.
Non gli interessano i fatti di cronaca quanto piuttosto le ragioni che li producono.

Libri parole fotografie, un solo percorso di ricerca che si snoda dal 1970 a oggi.
Dalle manifestazioni studentesche alla emancipazione delle donne, alla lotta per la casa, agli scioperi e alle occupazioni dove furono protagonisti donne, operai, disoccupati, studenti, sottoproletari e i loro antagonisti – quante volte loro malgrado – carabinieri, infiltrati, agenti di PS, esattori e funzionari. Tutto quello che non poteva interessare i mezzi di comunicazione di massa è rimasto nelle foto di Tano. E’ l’altra storia, l’altra faccia.
Dalla parte dei senza nome, dei senza voce e senza volto: i produttori e l’esercito industriale di riserva, quelli che fanno la storia e la storia li scarica ai bordi dei suoi libri.
Belli, mai miseri e meschini anche quando la miseria li inchioda alle strade e alle case, alla follia e alla violenza. L’urlo, il pugno, il lacrimogeno, la smorfia il sorriso, la dolcezza la rabbia, tutto questo e il resto concorre a ricordare e a restituire all’uomo una parte della sua bellezza.
I primi soldi che Tano prese per le sue fotografie gli furono offerti dagli occupanti abusivi di case a Roma, nel mezzo della loro lotta disperata. Glieli portarono in una busta chiusa sotto una tazza di caffè adagiata su un centrino. Non avevano voluto altri fotografi che lui.
Perché lui li guardava stupendi com’erano e loro senza quasi conoscerlo gli volevano bene.
(Paolo Tonini)
staff@nullarengario.it

Le foto di T. D’Amico sono pubblicate  nel Latinoamerica n. 79/80