Latinoamerica e tutti i sud del mondo è una rivista trimestrale che si occupa dei paesi annientati dalla povertà
news menu leftnews menu right
Il numero in vendita Il Numero in vendita

In questo numero:

Editoriale:
Gianni Minà
Ecco chi paga Moisés Naím, Freedom House, Reporters sans Frontiéres e la loro informazione al guinzaglio

Fidel Castro Ruz
Cosa ci unisce a Lula e al suo paese
Sommario completo
Uruguay: “lenta pero viene” la giustizia per Juan María Bordaberry Stampa E-mail
News
Sabato 13 Febbraio 2010

Trentasette anni dopo il colpo di stato del 1973, il dittatore uruguayano Juan María Bordaberry è stato finalmente condannato alla massima pena detentiva possibile per il colpo di Stato stesso, per la sparizione forzata di nove persone e per l’omicidio político di altre due. È un salto di qualità per la giustizia e per la società uruguayana dopo decenni di tergiversazioni.

Per la giustizia vuol dire che l’Uruguay non può farsi beffe delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani, come è stato quando a lungo ha governato il Partido Colorado di Bordaberry, Julio María Sanguinetti e che ha addirittura candidato Pedro, il figlio del dittatore, alle ultime elezioni. Per la società orientale tutta la sentenza offre finalmente un giudizio storico pieno sugli anni ’70. Adesso sa, oltre ragionevole dubbio, chi fossero le vittime e chi i carnefici del colpo di stato che privò gli uruguayani della democracia per 12 anni e fu un tassello fondamentale dell’installazione del neoliberismo nel paese.

Juan María Bordaberry arrivò al potere nel 1971, nelle ultime elezioni semilibere prima di 13 anni di dittatura militare. Sarà lui stesso il protagonista del golpe dissolvendo le camere il 27 giugno 1973 e sconfiggendo con una violenza ignota nella storia dell’Uruguay 20 giorni di eroico sciopero generale di tutti i settori. Da allora ci sarebbe stato il terrore generalizzato in un paese altrimenti piccolo, politicamente tranquillo e caratterizzato da un civismo generalizzato.

Alla fine i morti saranno alcune centinaia, soprattutto tra chi si esiliò in Argentina e lì fu raggiunto dagli squadroni della morte uruguayane. Decine di migliaia saranno però i torturati e i prigionieri politici, spesso con detenzioni che si concluderanno solo nell’85 e fino a 400.000 (il 13% della popolazione) saranno gli esiliati. Un numero stratosferico, forse un record al mondo e che privò spesso per sempre il paese di molte delle sue forze migliori.

Bordaberry, che era già stato condannato nei mesi passati per l’assassinio di 14 persone, oggi viene condannato per il golpe in sé,  per la “desaparición forzada” di nove persone, Arpino Vega, Eduardo Pérez Silveira, Luis Eduardo González González, Eduardo Bleier, Juan Manuel Brieba, Carlos Arévalo Arispe, Julio Gerardo Correa, Otermín Montes de Oca, Horacio Gelós Bonilla, e per l’omicidio politico di Fernando Miranda e Ubagesner Chaves i resti dei quali sono stati ritrovati in una caserma durante la presidenza di Tabaré Vázquez.

Prima di Bordaberry, nell’ottobre passato era stato condannato il suo successore Gregorio Álvarez, “Goyo”, per l’assassinio di 37 persone nell’ambito del Piano Condor, l’organizzazione criminale messa in piedi dalle dittature latinoamericane con l’addestramento e la copertura degli Stati Uniti, per eliminare l’opposizione alle dittature stesse negli anni ’70. Nel caso di Álvarez le vittime furono sequestrate in Argentina nell’ambito del Plan Condor e trasferite in Uruguay dove vennero assassinate.

 

Tracce

Credo che Fidel Castro sia un bravo ragazzo che pare desiderare il bene per il popolo cubano,

Leggi tutto...

Cerca nel sito

GME Shop!

Banneralt=
Banneralt=
Banneralt=
Banneralt=
www.gmeshop.it


Banneralt=
Banneralt=

Latinoamerica 2009