Il Numero in venditaIn questo numero:
Editoriale:
Gianni Minà
1/Se il Fondo monetario fa fallire gli stati ma l’italia non lo sa
2/Contro Cuba il solito, triste mercato Usa dei diritti umani
3/ Se Wikileaks smaschera la bloguera ma i nostri media non ne fanno cenno
Sommario completo
| Le instancabili nonne di Buenos Aires trovano un altro nipote |
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| News |
| Martedì 03 Novembre 2009 |
A 33 anni dal colpo di stato genocida dei 30.000 desaparecidos, le “Abuelas de Plaza de Mayo” l’organizzazione nata per cercare i bambini, oggi adulti, nati in cattività e le madri dei quali sono state assassinate dalla dittatura militare, annunciano oggi in conferenza stampa il ritrovamento del novantottesimo nipote recuperato. È l’ennesimo successo di quella che è una battaglia instancabile per il diritto all’identità e alla memoria dei figli dei desaparecidos.Il giovane, tuttora conosciuto come Martín, e sul quale non si conoscono ancora la maggior parte dei dettagli, è nato nei primi mesi del 1980 nell’ospedale militare di Campo de Mayo, uno dei più sinistri campi di concentramento della dittatura e appena venerdì scorso ha conosciuto i propri dopo che la prova del DNA ha confermato la sua vera identità. Sua madre, una militante peronista, già madre di tre figli, fu sequestrata già in gravidanza nell’ottobre del 1979 ed è attualmente desaparecida come il padre di Martín e come tutte le donne che risultano aver partorito nell’ospedale di Campo de Mayo. Essendo la gravidanza molto precoce nessuno della famiglia biologica di Martín sapeva che sua madre era incinta al momento del sequestro e quindi per molti anni nessuno lo ha mai cercato. Martín, del quale appena nato si appropriò un agente dei servizi segreti argentini, oggi deceduto, cerca la propria vera identità dai quindici anni, ovvero per metà della sua vita, ma solo negli ultimi mesi si è potuto accostare alla famiglia biologica per le estreme difficoltà che tuttora sussistono nella ricerca soprattutto per le resistenze e i costi alla prova del DNA, decisiva in questi casi. Si calcola che almeno 400 giovani argentini di età comprese tra i 28 e i 35 anni vivano tuttora nelle mani di famiglie di “appropriatori” o “sequestratori”, che negano loro il diritto all’identità e a poter scegliere se ricongiungersi alle rispettive famiglie biologiche. Molto cambierebbe se, come richiesto da tempo dalle associazioni in difesa dei diritti umani e in particolare da HIJOS, l’associazione dei figli dei desaparecidos, che come le “abuelas” continua a cercare incessantemente quelli che per molti sono fratelli mai conosciuti, la prova del DNA fosse resa obbligatoria. |





A 33 anni dal colpo di stato genocida dei 30.000 desaparecidos, le “Abuelas de Plaza de Mayo” l’organizzazione nata per cercare i bambini, oggi adulti, nati in cattività e le madri dei quali sono state assassinate dalla dittatura militare, annunciano oggi in conferenza stampa il ritrovamento del novantottesimo nipote recuperato. È l’ennesimo successo di quella che è una battaglia instancabile per il diritto all’identità e alla memoria dei figli dei desaparecidos.



