Il Numero in venditaIn questo numero:
Editoriale:
Gianni Minà
1/Se il Fondo monetario fa fallire gli stati ma l’italia non lo sa
2/Contro Cuba il solito, triste mercato Usa dei diritti umani
3/ Se Wikileaks smaschera la bloguera ma i nostri media non ne fanno cenno
Sommario completo
| Di nuovo stallo e repressione in Honduras |
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| News | ||
| Venerdì 25 Settembre 2009 | ||
Coprifuoco quasi continuo, almeno tre morti confermati da martedì, ma c’è chi ne calcola una decina, centinaia di arresti, feriti e denunce di sparizioni, soprattutto nella periferia della capitale Tegucigalpa dove l’esercito entra con difficoltà, tenuto in scacco dalla Resistenza. Chi si aspettava che il ritorno di Mel Zelaya potesse sbloccare rapidamente la situazione è però rimasto deluso. È in corso un dialogo finora di basso profilo che, per sintetizzare, si limita a definire chi gestirà il processo elettorale previsto tra due mesi esatti, il prossimo 28 novembre. Per Mel Zelaya è fondamentale il ritorno al governo, e quindi la sanzione della sconfitta del golpe. Il dittatore di Bergamo Alta Roberto Micheletti invece tira a campare, tra lacrimogeni e pallottole, fino alle elezioni. In questo senso i quattro candidati che hanno appoggiato il golpe, Elvin Santos del Partito Liberale, Porfirio Lobo, del Partito Nacional, Felícito Ávila, democristiano e Bernard Martínez, di Innovación y Unidad, dopo avere incontrato Micheletti ieri pomeriggio, sono andati nell’Ambasciata brasiliana. È stata una riunione di piccolo cabotaggio, che non ha sbloccato la situazione e alla quale non hanno partecipato i due candidati che invece sono alla testa della Resistenza contro il golpe, César Ham, del Partito di Unificazione Democratica, e soprattutto Carlos Reyes, il candidato delle sinistre alla presidenza. Di fronte a uno iato così enorme tra una politica di bassissimo profilo e movimenti sociali che stanno scrivendo una pagina storica, potrebbe aver ragione Fidel Castro che sostiene che in Honduras si vive una situazione pre-rivoluzionaria. Intanto, anche se la stampa italiana non se n’è accorta, all’Assemblea generale delle Nazioni Unite la questione honduregna ha tenuto banco. Ben 12 capi di stato, oltre allo stesso segretario generale Ban Ki-Moon, hanno parlato di Honduras chiedendo l’immediato ritorno al governo di Mel Zelaya. |
Tracce
| Cara Hildita, Aleidita, Camilo, Celia ed Ernesto, se un giorno dovrete leggere questa lettera, sarà perchè io non sarò più tra voi. |
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