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In questo numero:

Editoriale:
Gianni Minà
1/Se il Fondo monetario fa fallire gli stati ma l’italia non lo sa

2/Contro Cuba il solito, triste mercato Usa dei diritti umani

3/ Se Wikileaks smaschera la bloguera ma i nostri media non ne fanno cenno

Sommario completo
IN CILE C’È TRAGEDIA E TRAGEDIA Stampa E-mail
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Venerdì 05 Settembre 2008

Gennaro Carotenuto
(05 settembre 2008)

 

Tutto il Cile si è commosso per l’incidente stradale nel quale sono morte nove alunne del più esclusivo Liceo privato di Las Condes, il quartiere dei ricchi di Santiago, tra dirette televisive e coperture speciali dei giornali e la presidente Michelle Bachelet ha mandato il suo aereo presidenziale a riprendere i corpi delle ragazze morte. Nessuna diretta televisiva, spesso neanche una breve, è stata invece dedicata ai sette morti bruciati per proteggersi dal freddo nel Bío Bío, nell’estremo sud Mapuche in questa fine d’inverno australe. Era la famiglia di Juana María Pichinao e non contavano niente.


Per scaldarsi dall’inverno e dalle piogge incessanti del sud australe nella loro casuccia di legno avevano solo un braciere a carbone. E’ bastata una scintilla, come in mille tragedie della povertà di un mondo sempre più diviso in due e nel quale il Cile governato da 18 anni dalla Concertazione (centro-sinistra) è un simbolo. I morti di Santa Barbara, poche case perdute a 500 km a Sud da Santiago, sono due uomini e quattro donne e non si sa bene neanche se ci sia una settima vittima. Era già tutto carbonizzato, la casa e i cadaveri quando sono arrivati i pompieri. Erano lavoratori forestali e agricoli e l’unica identificata finora si chiamava Juana María Pichinao. Gli altri erano con ogni probabilità tutta la sua famiglia. Avevano freddo e sono morti per la pretesa di riscaldarsi come ci si scaldava nell’800. E il caso è chiuso.


Deve sembrare pittoresco scaldarsi con un braciere a Las Condes, Vitacura, La Dehesa, i quartieri per ricchi di Santiago dove si è pianto in questi giorni per una tragedia che ha scosso il paese. Il Colegio Cumbre (Collegio Vertice) è forse il più esclusivo del paese e tra i nomi delle vittime, nove morte e una ventina di ferite, non a caso figurano ben cinque Bernardita (da Bernardo O’Higgins), il nome più gettonato da due secoli per le ragazze della vera classe dirigente tradizionale del paese.
Quando si è saputa la notizia dell’incidente stradale da Arica, al confine con il Perù, dove la scolaresca era in gita, l’intero paese si è fermato e commosso. I migliori inviati sono partiti per il Nord e ore e ore di diretta televisiva hanno stravolto i palinsesti. Particolarmente commossa è stata l’energica presidente Michelle Bachelet che ha messo a disposizione l’aereo presidenziale e la sua Ministra dell’Educazione, che poco si interessa della scuola pubblica, ha pianto ai funerali. Anche i poveri cileni hanno pianto per quelle povere ragazze ricche. Ma neanche i poveri hanno pianto per Juana María Pichinao e la sua famiglia. Anche perché nessuno glielo ha raccontato.

fonte www.gennarocarotenuto.it

 

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