Se il Fondo Monetario fa fallire gli Stati, ma l’Italia non lo sa

febbraio 17, 2012

Editoriale di Latinoamerica 117 ott-dic 2011 (4/2011)

di Gianni Minà

Il 2 e il 3 dicembre scorso i presidenti e i premier di 33 paesi dell’America Latina e dei Caraibi [praticamente, tutte le nazioni americane tranne Stati Uniti e Canada], si sono riuniti a Caracas per dare compimento alla fondazione della Celac, [Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribeños] un organismo intergovernativo che si rifà all’idea della Comunità Europea.

L’iniziativa, che ha la sua Germania e la sua Francia nel Brasile, prossima quinta potenza economica del mondo, nell’Argentina di sinistra di Cristina Kirchner e nel ricco Venezuela petrolifero di Hugo Chávez, decreta il tramonto della vecchia Osa, l’Organizzazione degli stati americani che mezzo secolo fa Raul Roa, ministro degli esteri della Rivoluzione cubana, definiva “il ministero delle colonie yanqui” e che oggi Rafaél Correa, giovane presidente dell’Ecuador, economista con un master all’Università cattolica di Lovanio in Belgio, definisce lo “strumento di Washington per perseguitare i governi progressisti del continente a sud del Texas”. (…)

L’articolo completo potrà essere letto nel libro Politicamente scorretto 2 edito prossimamente da M. Tropea Editore.

 


Articolo di Gianni Minà

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Gianni Minà