Quella della fortezza assediata è una sindrome o è reale?

dicembre 14, 2011

Mi capita molto spesso di sentirmi chiedere se poi la sindrome di cui soffrono i cubani –di essere perseguitati dal potente vicino nemico- quella sindrome dell’assedio che li ha costretti a non abbassare mai la guardia e a mantenere alta la difesa, non fosse ormai una specie di fissazione o addirittura una scusa per non liberalizzare il paese come il mondo occidentale le chiede.

Ho trovato adesso due notizie che danno l’esatta misura di quanto sia realista la posizione di Cuba, le sue denunce e i danno sofferti a causa del blocco statunitense ma non solo, giacché coinvolge anche altri paesi.

La prima notizia riguarda un noto giornalista e scrittore colombiano, Hernando Calvo Ospina, collaboratore di Le Monde Diplomatique e autore di libri/denuncia sull’operato della CIA in America Latina e a Cuba. Studente di giornalismo all’Università di Quito, in Ecuador, nel 1985 è stato arrestato e torturato. Rilasciato, ha trovato asilo politico in Francia dove ha sposato una cittadina francese e dove ha messo al mondo due figli. Il 19 aprile 2009, il volo di Air France che lo doveva portare in Messico fu deviato per ordine della CIA che non permetteva che sorvolasse il territorio nordamericano un passeggero con il curriculum di Ospina, autore di uno scioccante libro sulle operazioni dell’Agenzia dirette contro Cuba. Dal titolo Disidentes o mercenarios?

La stessa sorte è toccata quest’anno a una docente messicana in volo verso l’Italia per partecipare ad un convegno di studio che fu fatta addirittura scendere dall’aereo.

Ospina adesso ha chiesto la nazionalità francese che gli è stata negata con le seguenti motivazioni che traduco da Rebelión:

“ Ministero degli Interni

Rezé, 22 settembre 2011

Egregio signore, Lei ha presentato domanda per acquisire la nazionalità francese. Dopo aver esaminato il suo dossier di naturalizzazione, ho deciso di respingere la sua richiesta, in applicazione dell’articolo 49 del decreto n. 93.1362 del 30 dicembre 1993.

In effetti, dagli elementi del suo dossier risulta che lei intrattiene rapporti con la rappresentanza diplomatica cubana a Parigi, nonché con le Forze Armate rivoluzionarie della Colombia (FARC). Per queste due ragioni, dal 2009 lei fa parte di una lista americana di persone alle quali è proibito sorvolare lo spazio aereo degli Stati Uniti.

D’altra parte, lei rivendica le dichiarazioni virulente che ha sostenuto contro la Francia. Nel 2003 ha scritto in un quotidiano cubano che “la diplomazia francese scherza col fuoco”, criticando seriamente la politica estera della Francia nel suo allineamento rispetto alle misure di ritorsione prese dall’Unione Europea verso il regime castrista.

Osservo che lei riconosce i suoi rapporti con la legazione cubana a Parigi, la sua affinità con l’ideologia castrista, e anche la sua sensibilità rispetto alla lotta sostenuta dalle FARC, alcuni dei cui membri lei ha incontrato in occasione della sua attività di giornalista, un gruppo qualificato come terrorista dalla posizione comune del Consiglio dell’Unione europea 2001/931/PESC, attualizzata l’ultima volta il 13 luglio del 2010.

Visti i rapporti che lei mantiene con la legazione diplomatica di un paese straniero e la sua vicinanza ad un gruppo qualificato come terrorista, la sua lealtà verso il nostro paese e le sue istituzioni non è provata. Conseguentemente, non mi pare opportuno concederle il favore che ha sollecitato.”

Più chiaro di così! Mantenere rapporti con un’ambasciata straniera (ma guarda caso, di Cuba si tratta), intervistare in qualità di giornalista dei gruppi di guerriglia ed avere la proibizione di sorvolare gli Stati Uniti, fanno di Ospina una persona infida e pericolosa.

La seconda notizia riguarda la grande impresa petrolifera spagnola Repsol  che ha concordato con il Governo cubano una licenza per esplorare in acque territoriali cubane, la piattaforma sottomarina in cerca di petrolio. Adesso gli Stati Uniti si dichiarano preoccupati per il pericolo di un versamento del liquido come è avvenuto già nel 2010 per colpa della compagnia BP in acque nordamericane. Hanno deciso che è necessario organizzare un pool dei paesi che si affacciano sul golfo del Messico per poter intervenire efficacemente nel casi di un altro versamento. Cuba, come si sa, è sotto embargo e non ha rapporti normali con il potente vicino ma ciò nonostante, il Parlamento degli Stati Uniti esige che sia mandata una commissione a ispezionare la piattaforma Repsol per assicurarsi che tutto sia in regola, anche perché, per aggirare l’embargo, la Repsol ha usato solo il 10% di materiali nordamericani. La compagnia spagnola ha accettato l’ispezione che, però, non potrà realizzarsi in acque cubane e propone di accedere adesso che la piattaforma Scarabeo 9 è ancora in navigazione. Il senatore USA Menéndez ha dichiarato, senza vergogna, che “Quando si tratta di leggi che devono proteggere i cittadini statunitensi dalle contaminazioni straniere, in materia di petrolio, non deve esserci nessuna ambiguità riguardo a chi deve essere pienamente responsabile: colui che contamina.{…}Ci aspettiamo che le imprese che vogliono perforare in cerca di greggio in acque cubane lo pensino due volte; che sia chiaro che sarebbero totalmente responsabili di qualsiasi danno agli isolotti della Florida, alle spiagge del sud della Florida, o se il versamento arrivasse alla Corrente del Golfo o a qualsiasi altro punto della costa nordamericana”.

I signori son serviti: il blocco strangola Cuba ma include anche paesi terzi come la Francia e la Spagna.


Articolo di Alessandra Riccio

Alessandra Riccio ha scritto 173 articoli su Latinoamerica.


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