Tsunami, finito l’allarme in America latina

marzo 13, 2011

Salvo che nella regione di Pisco, nel sud del Perù, l’allarme Tsunami è passato senza gravi problemi in tutto il continente latinoamericano.
In Cile, con 4.000 km di costa sull’Oceano Pacifico l’attesa dello tsunami ha tenuto per 18 ore il paese con il fiato sospeso. Con più di 500 morti nel terribile terremoto dello scorso anno, 126 dei quali causati dal susseguente Tsunami, per la mancata allerta per il quale è ancora in corso un’inchiesta e con il ricordo sempre vivo del più forte terremoto della storia (Valdivia, 22 maggio 1960, 9.5 gradi della scala Richter contro gli “appena” 9 di quello giapponese), non poteva essere altrimenti per uno dei paesi più sismici al mondo.

Il governo Piñera (destra) ha usato l’allarme per far nuovamente mostra di efficienza decretando immediatamente lo stato d’allerta e facendo pertanto allontanare dalle proprie case ben 650.000 persone. Fortunatamente queste nelle ultime ore stanno tutte o quasi (con l’esclusione al momento di Antofagasta e Pisagua nel nord e Lebu nel sud) rientrando nelle proprie case. Le conseguenze dello Tsunami sono state quasi ovunque minime. Nell’isola di Chiloé, nel sud, ci sono state ondate di otto metri e una trentina di imbarcazioni danneggiate. Nella costa a ovest di Santiago, nelle località balneari e portuali di Valparaíso, San Antonio e Algarrobo, oramai a fine stagione, le ondate sono state più basse, circa tre metri, ma in qualche caso l’acqua è penetrata anche di cento metri verso l’interno provocando dei blackout elettrici in varie località. Peggio che in Cile è andata nel sud del Perù, dove circa 300 case sarebbero state danneggiate. Duecento persone, tra le quali molti bambini, non potrebbero al momento rientrare nelle loro case, nonostante i danni non sembrino gravissimi.
L’altro paese che si è mobilitato in pieno è stato l’Ecuador. Il governo di Rafael Correa (sinistra) ha fatto temporaneamente evacuare 243.000 persone ma ha proclamato lo stato d’allerta nelle sole isole Galapagos. I danni sarebbero minimi e la vita è già ripresa normalmente. Buona efficienza sarebbe stata dimostrata anche nella costa pacifica della Colombia, dove le onde sarebbero state di fatto impercettibili e sono stati già ritirati i divieti di balneazione proclamati peraltro in tutto il continente. Più o meno lo stesso sospiro di sollievo è stato tirato in Centroamerica, dove, da Panama al Guatemala, tutti i paesi con l’eccezione del Belize affacciano sul Pacifico. Perfino in Bassa California, e siamo in Messico, le onde sono state quasi impercettibili rispetto alla parte nord della regione, attualmente statunitense e anche il ministero dell’Interno messicano ha ritirato le misure d’allarme diramate nelle prime ore.

Articolo di Gennaro Carotenuto

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