Ecco chi paga Moisés Naim, Freedom House, Reporter sans Frontiéres e la loro informazione al guinzaglio

giugno 25, 2010

Il riscatto in atto in molti paesi dell’America latina dove le popolazioni hanno eletto governi progressisti, preoccupa -non tanto a sorpresa- quello che viene definito l’occidente democratico, il nord del mondo, la proba Europa. Adesso che è finita l’epoca del Plan Cóndor, nato ai tempi di Nixon e Kissinger per sterminare tutte le opposizioni del continente a sud del Texas, e ora che l’America latina si sta scrollando di dosso il suo ruolo di “cortile di casa” degli Stati uniti, c’è un chiaro tentativo di usare scorrettamente l’informazione per irridere o esecrare quei capi di stato che stanno facendo scelte non convenienti alle economie del nord del mondo e alle multinazionali, fino a ieri abituate a usare le risorse di molti paesi come gli pareva. Quello che da più fastidio non sono tanto le costituzioni di nazioni come l’Ecuador di Correa e la Bolivia di Evo Morales, dove la natura ha un nuovo rispetto e una nuova dignità, come un vero essere umano, ma organismi che stanno nascendo, o che stanno acquistando un peso più preciso, come l’Alba [Alternativa bolivariana per i popoli dell’America], il MercoSur, il Banco del Sur, TeleSur o Unasur [che prende il posto dell’Organizzazione degli stati americani] e che preannunciano una comunità economica latinoamericana, sullo stile di quella europea, non certo gradita ai vecchi poteri del mondo post-industriale. (…)

L’articolo completo potrà essere letto nel libro Politicamente scorretto 2 edito prossimamente da M. Tropea Editore.


Articolo di Gianni Minà

Gianni Minà ha scritto 72 articoli su Latinoamerica.


Gianni Minà