CAMPAGNA PER IL DIRITTO ALLE VISITE FAMILIARI DI DUE DONNE CUBANE AI LORO MARITI, PRIGIONIERI NEGLI STATI UNITI

agosto 10, 2009

CAMPAGNA PER IL DIRITTO ALLE VISITE FAMILIARI DI DUE DONNE CUBANE AI LORO MARITI, PRIGIONIERI NEGLI STATI UNITI
(14 maggio 2007)

 

Dal 12 settembre 1998, Cinque Cubani soffrono delle ingiuste condanne nelle prigioni degli Stati Uniti per aver controllato le organizzazioni terroristiche di origine cubano-americana con di Miami, che per più di quaranta anni hanno attuato centinaia di attentati terroristici provocando la morte e l’invalidità di 5000 cittadini cubani.
Alle ingiuste e smisurate condanne (4 ergastoli più 74 anni di prigione) si è aggiunto un castigo crudele per le loro famiglie. A madri, mogli e figli non vengono concessi permessi per le visite familiari. La media delle visite nella maggioranza dei casi è di una volta all’anno. Questa violazione inammissibile del diritto di tutti i prigionieri e diritto dei familiari, è ancor più grave nel caso di due di loro: Renè Gonzalez e Gerardo Hernadez, a cui si proibiscono le visite delle loro mogli.
Olga Salanueva, moglie di René, non vede suo marito da sei anni. Adriana Perez, moglie di Gerardo, non ha mai potuto visitare il marito, sin dal momento del suo arresto. Olga e Adriana sono cittadine cubane esemplari.
Entrambe hanno sollecitato i visti in 7 occasioni e in 7 occasioni il governo degli Usa lo ha negato.
Il governo nordamericano non ha nessuna ragione per negare a queste famiglie il diritto di incontrarsi.
Nella edizione in inglese del libro “Lettere d’amore” che raccoglie la corrispondenza tra i Cinque, le loro mogli ed i loro figli, Alice Walker, scrittrice nordamericana, scrive:
“Il trattamento che loro hanno ricevuto è vergognoso. Il silenzio su questi trattamenti è ancora più vergognoso. Dove sono i membri del Congresso, i Senatori ed i Congressisti sui quali dovremmo poter contare in casi come questi? Persone che hanno la forza di insistere perchè i prigionieri non siano oggetto di tortura. Che non si deve negare ai loro figli il diritto di vedere i loro genitori, che le loro mogli e le loro madri non siano portate alla disperazione dai numerosi intenti di vedere i loro cari, in questo caso incarcerati ingiustamente”.
Mendocino, California, 24 luglio 2004

Facciamo un appello a tutte le donne del mondo, per protestare contro questa enorme ingiustizia, dimostrare la nostra solidarietà ed esigere dal governo nordamericano che conceda immediatamente i visti che permettano loro di visitare i mariti in prigione.
In questa battaglia ci accompagnano migliaia di uomini e donne solidali, compresi 9 premi Nobel. Recentemente, il 17 gennaio, Amnesty International, ha fatto una dichiarazione pubblica a favore di questa causa.
Esortiamo tutte le donne del mondo a realizzare una forte Campagna Internazionale dall’8 marzo fino al 14 maggio, in coincidenza con il Giorno Internazionale della Donna e la Festa della Mamma.
Per Olga Salanueva e Adriana Perez proponiamo:
– menzionare la richiesta per i visti ad Adriana e Olga in tutte le azioni che si realizzano nel Giorno Internazionale della Donna.
-Sollecitare giornaliste e scrittrici a ricordare le violazioni che subiscono le due donne cubane.
-Sensibilizzare le donne parlamentari.
-Inviare messaggi a Condoleeza Rice.
-Consegnare i documenti di protesta nelle sedi dei Consolati degli Usa in America Latina ed Europa.
-Realizzare conferenze che trattino questa flagrante violazione, come una nuova forma di tortura sui prigionieri e di violenza sulle due donne.

Per maggiori informazioni:
trebol@nullenet.cu
libertadalos5ya@nullgmail.com
ajrapko@nullyahoo.com

fonte CAMPAGNA PER IL DIRITTO ALLE VISITE FAMILIARI DI DUE DONNE CUBANE AI LORO MARITI, PRIGIONIERI NEGLI STATI UNITI


Articolo di Redazione

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