Con Álvaro Uribe, la tortura è aumentata in Colombia dell’80%

novembre 18, 2009

Chissà perché il presidente colombiano Álvaro Uribe è trattato con i guanti bianchi dalla stampa internazionale, italiana compresa, che si gira sempre dall’altra parte quando in paesi amici dell’Occidente vengono violati i diritti umani. La grande stampa in particolare per il presidente colombiano ha una vera e propria venerazione e quindi non aspettatevi di trovare una sola riga sul rapporto che sarà presentato oggi a Ginevra e che punta il dito su Álvaro Uribe il torturatore. Con lui presidente i casi di tortura da parte dello Stato colombiano sono aumentati dell’80%.

Dieci ONG colombiane, riunite nella Coalizione contro la tortura, presenteranno oggi a Ginevra il rapporto sulla tortura nel paese sudamericano: “la tortura in Colombia è oramai generalizzata e sistematica” denunciano. Quella attribuibile ai corpi dello stato è aumentata dell’80% da quando presidente è Uribe e insieme, esercito, polizia e paramilitari sono colpevoli del 92% dei casi di violazione dei diritti umani documentati.

Disperatamente ma senza successo da almeno tre anni le ONG colombiane chiedono alla Corte Penale Internazionale, e in particolare al giudice Luís Moreno Ocampo, di aprire un’inchiesta sul caso colombiano. Agustín Jiménez, presidente della Fondazione di Solidarietà con i prigionieri politici, ha denunciato le continue minacce con le quali il governo tenta di bloccare l’opera della Corte suprema: “chiediamo l’aiuto della Corte Penale Internazionale perché il governo colombiano impedisce in tutti i modi al potere giudiziario di esercitare le proprie prerogative in modo libero e indipendente e la conseguenza è che le violazioni dei diritti umani da parte di corpi dello Stato restano sempre impunite”.

Tra i crimini impuniti commessi dalle supposte forze dell’ordine, secondo Isabelle Heyer della Commissione colombiana di giuristi, oramai ha un posto preminente lo stupro, soprattutto contro donne e bambine.

Il rapporto presenta 899 casi documentati di tortura dei quali 502 si sono conclusi con la morte della vittima. Ciò avviene con la responsabilità diretta del governo di Álvaro Uribe e il silenzio complice dei media internazionali. Si commuovevano per Ingrid Betancourt ma hanno alzato una fitta cortina di nebbia sulle violazioni dei diritti umani in Colombia delle quali non si deve parlare. Sarà per quello che la Colombia è considerato il paese campione della libertà in America latina tanto da meritare l’onore di ospitare ben quattro nuove basi militari statunitensi?


Articolo di Gennaro Carotenuto

Gennaro Carotenuto ha scritto 255 articoli su Latinoamerica.


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