Per i cinque

agosto 21, 2009

Dopo più di dieci anni di detenzione ingiusta, gli “Amici della Corte” hanno presentato 12 documenti a sostegno della richiesta della difesa perché sia riesaminato il caso dei Cinque cubani condannati negli Stati Uniti a pene ingiuste e tombali per aver informato il loro paese –Cuba_ dei numerosi atti di sabotaggio e di destabilizzazione che da Miami, Florida (uno delle stelle che compongono gli Stati Uniti), sotto gli occhi delle autorità di quel Governo, da cinquanta anni dirigono contro l’isola ribelle. I cinque hanno commesso un solo vero reato: avere acquisito una falsa identità per poter svolgere il proprio lavoro diretto alla controrivoluzione cubano-americana e mai contro il Governo yankee.

La loro situazione costituisce uno scandaloso caso giuridico essendo state negate ai cinque molte garanzie, la più vistosa fra queste negazioni è stato mantenere il processo a Miami, una sede decisamente scartabile per legittima suspicione essendo la lobby cubano-americana vistosamente prevalente in quella città.
Nel 2005 la Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha affermato l’arbitrarietà della detenzione dei Cinque e il fatto non è da poco: sostenendo che i detenuti siano stati vittime di un ingiusto processo, la Commissione ritiene illegittima la loro detenzione. Ma altri quattro anni sono passati da allora senza che la Giustizia degli Stati Uniti abbia fatto caso delle conclusioni della Commissione.

Adesso, per chiedere la revisione del processo si sono messi insieme gli Amici della Corte, un forte movimento di personalità che comprende 10 Premi Nobel, fra i quali il nostro Dario Fo; Capi di Stato, parlamentari di numerosi paesi europei ed extraeuropei, associazioni di avvocati e giuristi; Organizzazioni per i Diritti Umani, religiosi e legali, molte delle quali negli Stati Uniti d’America.
La lista completa degli Amici della Corte si trova sul sito
http://www.rbskl.com/CubanFiveAmicus.html
La stampa italiana di questo non parla: è occupata a difendere i diritti di Yoani Sánchez e del suo blogg “GeneraciónY”, ai loro occhi molto più attraente e spettacolare della sorte di cinque persone generose e forti che da troppo tempo giacciono delle carceri nordamericane in condizioni molto dure, senza il conforto delle visite familiari, concesse col contagocce, e isolati l’uno dall’altro nello sterminato spazio americano.


Articolo di Alessandra Riccio

Alessandra Riccio ha scritto 173 articoli su Latinoamerica.


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