Gustav, Hanna, Ike

agosto 20, 2009

I disastri prodotti a Cuba dal passaggio, in successione omicida, di tre uragani, l’ultimo dei quali –Ike-, ha dato il colpo di grazia a un paese già in ginocchio e ha lasciato un saldo, insolito in un paese con una efficiente protezione civile, di 7 morti, tutte morti causate da imprevidenza delle persone.
Con grande dignità gli amici da Cuba ci raccontano di migliaia di case completamente distrutte o seriamente danneggiate, di coltivazioni scomparse, piantagioni sradicate, interi raccolti andati in rovina, bestiame messo in salvo faticosamente, mancanza di elettricità e di acqua nella stessa capitale, migliaia e migliaia di sfollati: insomma un panorama davvero terrificante.

Molti paesi latinoamericani hanno immediatamente inviato soccorsi e con essi il colosso cinese e la Russia. Ma il paese più vicino e più ricco ha, ancora una volta, cercato di approfittare della disgrazia per insinuare una commissione di esperti “per valutare i danni e decidere l’aiuto necessario”. Una vera, ennesima provocazione verso un paese che non manca certo di materiale umano professionalizzato per valutare i danni subiti.
Il Granma del 12 settembre si chiede perché il Governo degli Stati Uniti per ben due volte in pochi giorni abbia posto come condizione l’invio di una squadra di ispezione sul terreno quando i gravissimi danni provocati dagli uragani a Cuba sono noti ormai a tutti?

Perché sono gli unici a fare una richiesta che non ha fatto nessun altro paese fra le decine che hanno offerto immediatamente la loro cooperazione generosa?

Perché il Governo degli Stati Uniti nega a Cuba il permesso di acquistare lì materiali per riparare abitazioni, coperture per i tetti o componenti per ristabilire la rete elettrica?

Perché proibisce alle imprese nordamericane e alle loro filiali in qualsiasi paese, di offrire a Cuba crediti privati per comprare cibo, attualmente imprescindibile per garantire l’alimentazione della popolazione danneggiata e per rifornire le riserve del paese in previsione di nuovi uragani?
Il Governo degli Stati Uniti dovrebbe rispondere a queste domande che Cuba e la comunità internazionale che l’appoggia nella sua lotta contro il blocco, gli rivolgono.

Il Granma del 12 settembre lo dice con chiarezza: “Cuba non ha chiesto al Governo degli Stati uniti di regalarle qualcosa. Semplicemente di permetterle di comprare. Il resto è pura retorica, pretesi e giustificazioni alle quali non crede nessuno.”
Intanto il lavoro di destabilizzazione in America Latina procede cinicamente: la Bolivia di Morales, il Venezuela di Chávez, l’Ecuador di Correa e adesso il Paraguay di Lugo affrontano quotidianamente il subdolo lavorio degli oppositori interni spalleggiati e ampiamente finanziati dalle tante agenzie statunitensi e Ong di comodo, opportunamente piazzate in quei territori. Solamente nel 2008, la Usaid ha stanziato 45 milioni di dollari per la destabilizzazione di Cuba, mentre per aiutare una intera popolazione “assediata dagli uragani”, pone solo condizioni inaccettabili.


Articolo di Alessandra Riccio

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