Guatemala: domani alle urne

agosto 7, 2009

Domenica 9 settembre saranno circa 6 milioni i guatemaltechi chiamati alle urne per eleggere il Presidente della Repubblica che dirigerà il paese per i prossimi 4 anni, al posto dell’attuale presidenza di Óscar Berger. Saranno anche eletti il vicepresidente, 158 deputati, 332 sindaci e giunte comunali. Probabilmente per sapere il nome del presidente si dovrà aspettare il ballottaggio, stabilito per il giorno 4 novembre.

Il periodo di campagna elettorale è stato purtroppo funestato da numerosi episodi di violenza, spesso culminati con la morte dei minacciati. Gli ultimi due casi risalgono al 6 settembre, giorno dell’assassinio di Wenceslao Ayapan ed Esmeralda Huyu, membri del partito Encuentro Por Guatemala (EG) che candida alle presidenziali il premio Nobel per la Pace Rigoberta Menchú.

Da un veicolo in corsa sono stati esplosi alcuni colpi di arma da fuoco contro i due candidati locali di EG, impegnati nella propaganda nei pressi di San Raymundo, a circa 30 chilometri dalla capitale. Dall’inizio della campagna elettorale sono ormai sette i candidati di EG che hanno trovato la morte, secondo quanto ha denunciato alla stampa Nineth Montenegro, dirigente del partito.

Questo dato si somma a quanto riportato dall’Osservatore Elettorale, ente che raggruppa diverse organizzazioni civili, che da maggio a settembre ha registrato un totale di 50 vittime tra candidati, attivisti e familiari dei membri dei diversi partiti. Oltre alle morti per assassinio, nei primi giorni di settembre la Piattaforma Agraria, che riunisce diverse organizzazioni indigene e contadine, ha denunciato che i partiti di destra Gran Alianza Nacional (GANA) e Frente Repubblicano Guatemalteco (FRG) starebbero offrendo favori agli elettori in cambio (…) del voto.

Nonostante questi sconcertanti dati il presidente uscente Óscar Berger ha affermato che la campagna elettorale si sta svolgendo “senza sussulti” e nega che, per il Guatemala, questi mesi si stiano rivelando il periodo di maggior violenza dal 1985.

Le dichiarazioni di Berger contrastano con l’andamento dell’intero suo mandato: stando infatti a dati e fonti ufficiali nel corso della sua amministrazione sono state uccise più di 17 mila persone e si è registrata una media di 16 crimini al giorno.
Il raggiungimento di tali livelli di violenza può essere messo in relazione con la proliferazione di gruppi clandestini legati al crimine organizzato e al narcotraffico. Queste bande hanno ormai assunto un controllo che supera quello delle istituzioni governative in diverse zone interne del paese. Stando all’analisi di molti politologi il crimine organizzato sta influenzando pesantemente l’andamento di queste elezioni, è per questo che la campagna elettorale è stata oggetto di una violenza così efferata.

fonte Latinoamerica


Articolo di Latinoamerica

Latinoamerica ha scritto 1 articoli su Latinoamerica.


Latinoamerica