Le rivelazioni di Associated Press

aprile 4, 2014

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L’ultima prodezza degli Stati Uniti per destabilizzare Cuba ha avuto gli onori della cronaca di media amici e nemici. Et pour cause! Tre giornalisti della prestigiosa Agenzia di stampa statunitense, Associated Press, Alberto Arce, Desmond Butler e Jack Gillum, hanno rivelato i retroscena di un servizio telematico chiamato “Zunzuneo” che ha coinvolto centinaia di migliaia di cittadini cubani di meno di venticinque anni i cui indirizzi sono stati copiati dalla Compagnia telefonica cubana Cubacell in maniera non ancora del tutto chiarita. Lo scandalo sta nel fatto che l’idea di lanciare il servizio e i molti soldi necessari per attuarlo, provengono dalla famigerata USAID, dipendenza diretta della CIA, in barba ad ogni regola nazionale e internazionale.
Usando argomenti del tutto innocenti quali sport, musica, pubblicità, lo scopo di “ZunZuneo” era di prestare un servizio non richiesto e interessato a monitorare una grande platea di giovani cubani, conoscerne le preferenze e gli umori per potere, al momento opportuno, contare su una grande platea per convocare a massicci concentramenti e manifestazioni per una eventuale “primavera cubana”.
L’inchiesta di AP ha rivelato che i fondi venivano direttamente dall’Agenzia Internazionale degli Stati Uniti per lo Sviluppo (USAID) con l’avvertenza che “assolutamente non bisogna fare menzione della partecipazione del Governo degli Stati Uniti”, una condizione “totalmente cruciale per il successo a lungo termine del servizio e per garantire il compimento della Missione”.
Per questa ragione, la Creative Associates International, di Washington ha ricevuto dal governo degli Stati Uniti molti milioni di dollari per contratti vari fra cui quello in oggetto, cominciando ad operare in Centro America al progetto “ZunZuneo” creando un portale di Internet parallelo al servizio di messaggeria di testo in modo che i cubani potessero iscriversi e scambiarsi messaggi gratuitamente. In questo modo si ottenevano informazioni dei sottoscrittori come sesso, età, tendenze politiche, ecc. Iniziato nel 2010, ZunZuneo in sei mesi è arrivato a 25.000 sottoscrittori.
In un memorandum di una società a contratto, la Mobile Accord, si legge “Se si scopre che la piattaforma è o è stata appoggiata dal governo degli Stati Uniti, non solo rischiamo che Cubacel chiuda il canale, ma mettiamo a rischio la credibilità della piattaforma come fonte di informazione affidabile, di educazione e di empowerment”; per evitare questo rischio sono state create imprese di comodo in Spagna, in Irlanda e nelle isole Caiman, una pratica che l’avvocato Almeida ritiene illegale: “La diffusione non autorizzata di informazioni è un delitto, e usare questa informazione per creare una lista di persone secondo la loro appartenenza politica è del tutto proibito dalla legge spagnola”, ma anche da una legge di protezione dell’informazione firmata da Stati Uniti e l’Unione Europea nel 2000. Dopo due anni, nel 2012, ZunZuneo scompare misteriosamente.
Questa operazione aveva avuto l’autorizzazione del Presidente e la notifica del Congresso? Il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney sostiene che quel “programma di democrazia” non era un’operazione “coperta” ma un programma di sviluppo e che il suo governo, quando lavora in un “ambiente non permissivo”, come nel caso di Cuba, è molto discreto per non mettere nei guai le persone. Ma non si capisce perchè il denaro (un milione e seicentomila dollari) investito nel programma ZunZuneo ufficialmente compare assegnato a un progetto non specificato per l’Afganistan. Giovedì 3 aprile un comunicato del Dipartimento di Stato sostiene: “Insinuare che questi sono programmi coperti è semplicemente scorretto. Il Congresso finanzia programmi per la democrazia a Cuba, per aiutare i cubani ad avere accesso a una maggiore informazione e a rafforzare la società civile”. Viene da dire: “Troppo buono, eccellenza”.


Articolo di Alessandra Riccio

Alessandra Riccio ha scritto 173 articoli su Latinoamerica.