L’economia latinoamericana cresce per il quinto anno consecutivo.

agosto 4, 2009

Questa settimana il CEPAL, la Commissione economica per l’America latina e i Caraibi delle Nazioni Unite, ha reso noti i propri dati consuntivi sull’economia della regione nell’anno 2007. Questa ha registrato una crescita del Prodotto interno lordo (PIL) complessiva del 5.6% .

E’ il quinto anno consecutivo che le economie latinoamericane crescono a ritmo così sostenuto. La disoccupazione è calata a livelli di 15 anni fa, ovvero a prima della fase di onnipotenza del neoliberismo, e si colloca ormai sotto l’8% su base continentale. Gli investimenti sfiorano i 100 miliardi di dollari e perfino i consumi interni, a lungo compressi, crescono vicini alla doppia cifra. Inchieste di varie fonti confermano che per la prima volta in molti anni sia le classi popolari che quelle dirigenti guardano al futuro della regione con ottimismo.

Alla testa tra chi cresce di più vi sono Panama, Argentina, Venezuela, che si avvicinano a ritmi cinesi del 10%, mentre in coda si trovano paesi come Haiti, Messico, Nicaragua ed Ecuador, con crescite intorno al 3% (a questo link il quadro complessivo) che in Europa farebbero gridare al miracolo economico. Nonostante i dati complessivi siano estremamente positivi e l’indebitamento e la povertà stiano lentamente scendendo e che non siano un caso che proprio Argentina e Venezuela siano i due paesi che nell’ultimo lustro hanno intrattenuto le peggiori relazioni con Washington, non è possibile parlare di ritmi cinesi senza un’economia strutturalmente in crescita nel tempo.

In questo senso la crescita di paesi come Panama e Venezuela è tuttora condizionata da rendite da monocoltura ricca, il canale nel paese dell’istmo, il petrolio nel caso venezuelano, mentre per quanto concerne l’Argentina è tuttora in corso il recupero dopo il crollo causato in particolare dai quasi tre lustri di dissennata parità col dollaro, voluta e difesa dall’FMI, che aveva trasformato il paesaggio industriale del Gran Buenos Aires e del Litorale argentino in un cumulo di macerie.
Al di là della necessità di sottolineare tali fatti, resta la sensazione, ben presente in America latina, di un continente che una volta liberatosi della zavorra data dal Consenso di Washington, ovvero del non muoversi foglia senza che la Casa Bianca o il Fondo Monetario Internazionale volessero, sia tornato ad essere padrone del proprio destino. C’è ancora molto da fare, ma un’America latina diversa è in cammino.
 

fonte www.gennarocarotenuto.it


Articolo di Gennaro Carotenuto

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