Dichiarazione del Ministero degli Esteri della Repubblica di Cuba

maggio 31, 2013

Il 30 maggio, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha ripetuto la curiosa accusa che Cuba è uno “Stato Patrocinatore del Terrorismo Internazionale”.
Ancora una volta questa decisione vergognosa è stata presa deliberatamente in spregio alla verità e ignorando l’ampio consenso e la protesta esplicita di numerosi settori della società statunitense e della comunità internazionale per porre fine a questa ingiustizia.
L’unico proposito di questo esercizio scadente contro Cuba è quello di cercare di giustificare il mantenimento del blocco, una politica fallita condannata dal mondo intero. Serve anche per compiacere un gruppo anticubano sempre più esiguo, che si ostina a puntellare una politica che non ha più appoggi e che non rappresenta neppure gli interessi nazionali degli Stati Uniti, della maggioranza della popolazione statunitense e dell’emigrazione cubana residente in quel paese.
Il Governo degli Stati Uniti insiste a mantenere questa designazione arbitraria e unilaterale, a prescindere dalla caduta totale delle accuse ridicole e degli argomenti zoppicanti tradizionalmente utilizzati negli ultimi anni come scuse come la presenza nel nostro paese di evasi dalla giustizia statunitense, nessuno dei quali, certamente, è stato accusato di terrorismo. Sostiene pure che Cuba accoglie militanti baschi dell’ETA, fingendo di ignorare che ciò rispondeva ad una richiesta dei governi coinvolti su questo tema. Indica pure che membri della guerriglia colombiana vivono nel nostro paese, il che è una accusa assurda visto che dal 2011 Cuba accompagna, come garante, il processo di pace in Colombia.
Il territorio di Cuba non è mai stato utilizzato e non sarà mai usato per nascondere terroristi di nessuna origine, né per organizzare, finanziare o perpetrare atti di terrorismo contro nessun paese del mondo, inclusi gli Stati Uniti. Il Governo cubano respinge e condanna senza equivoci qualsiasi atto di terrorismo, in qualsiasi luogo, in qualunque circostanza e quali che siano le ragioni addotte.
Invece, il Governo degli Stati Uniti usa il terrorismo di stato come un’arma contro i paesi che sfidano i suoi interessi, causando morti fra la popolazione civile. Ha usato aerei senza piloti per perpetuare esecuzioni extragiudiziarie di presunti terroristi, anche statunitensi, il cui risultato è stata la morte di centinaia di civili innocenti.
Gli Stati Uniti sono stati storicamente rifugio di terroristi e di rei confessi di origine cubana e ancora oggi protegge Luis Posada Carriles, l’autore intellettuale del primo attentato terrorista contro l’aviazione civile nell’Emisfero Occidentale che ha causato l’esplosione in pieno volo, davanti alla costa delle Bahamas, di un aereo di Cubana de Aviación, il 6 ottobre 1976, e la morte dei suoi 73 passeggeri, compresi i ragazzi della squadra giovanile di scherma. Posada vive libero e tranquillo a Miami mentre Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González restano in carcere ingiustamente per aver combattuto contro il terrorismo negli Stati Uniti, accusati di delitti che non hanno commesso.
Cuba ha sofferto per decenni le conseguenze di atti terroristici organizzati, finanziati ed eseguiti dentro il territorio degli Stati Uniti, con un saldo di 3.478 morti e 2.099 feriti. Il Governo cubano non riconosce al Governo degli Stati Uniti la benché minima autorità morale per giudicarlo.
Dal 2002, il Governo di Cuba ha proposto a quello degli Stati Uniti di adottare un accordo bilaterale per affrontare il terrorismo, offerta ripetuta nel 2012 e restata senza risposta.
Il Ministero degli Esteri respinge energicamente l’utilizzazione a fini politici di un argomento così delicato come il terrorismo internazionale, chiede che si ponga fine a questa vergognosa designazione che offende il popolo cubano, che ha come unico obiettivo quello di cercare di giustificare in qualche modo il blocco anacronistico e crudele contro Cuba e scredita lo stesso Governo degli Stati Uniti.
La Habana, 30 maggio 2013


Articolo di Redazione

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