Arrestato in Uruguay l’ex dittatore Álvarez

agosto 4, 2009

Giornata storica per i diritti umani in Uruguay. L’ex dittatore uruguayano Gregorio Álvarez è stato arrestato questa mattina a Montevideo. Il giudice Luís Charles ha ordinato che venga processato come responsabile diretto del sequestro, trasferimento clandestino, tortura, assassinio e sparizione di 30 cittadini uruguayani esiliati in Argentina nel 1978, quando esercitava il ruolo di comandante dell’Esercito. Con Álvarez, soprannominato “el Goyo”, è stato arrestato anche l’ufficiale della marina in pensione Juan Carlos Larcebeau, mentre per un terzo repressore, Jorge Tróccoli, latitante, già due mesi fa era stato emesso un mandato di cattura internazionale.

Con l’arresto di Álvarez si conferma che anche l’Uruguay, che era rimasto silente per molti anni nel colpire l’impunità delle dittature fondomonetariste degli anni ’70 è oggi un fiume in piena nel riscatto della memoria e nella ricerca di giustizia. Chiave di questo cambiamento è la lunga battaglia che portò nell’ottobre del 2006 ad includere il crimine di “sparizione forzata” nella legislazione uruguayana. A poco più di un anno da quell’evento i risultati stanno arrivando.

L’arresto del Goyo segue quello del suo predecessore Jorge María Bordaberry e si inserisce pienamente nel contesto del Piano Condor per il quale a Buenos Aires, appena due settimane fa, è stato rinviato a giudizio l’ex dittatore Jorge Rafael Videla. Il giudice federale argentino Sergio Torres, che ha istruito il processo e disposto il rinvio a giudizio, ha definito “il Piano Condor una vasta associazione a delinquere attiva nel Cono Sud, diretta al sequestro, alla sparizione, tormento e morte, senza considerare limiti territoriali o la nazionalità delle vittime”. Oggi dalle carte del rinvio a giudizio di Álvarez emerge che lo stesso, proprio con la partecipazione al Piano Condor acquisì i “meriti” che gli permisero dall’81 all’84 di essere capo supremo della dittatura militare.

Secondo Óscar López Goldaracena, avvocato di parte civile per l’associazione dei familiari di detenuti desaparecidos, “è un giorno fondamentale per la giustizia e per la memoria, ma il lavoro continua perché adesso è il momento di sapere veramente che cosa è successo e dove sono i desaparecidos”.

fonte www.gennarocarotenuto.it


Articolo di Gennaro Carotenuto

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