Il razzismo contro i Bejay, Cuba e gli Stati Uniti

aprile 18, 2013

Lo strepito che hanno armato i congressisti repubblicani statunitensi di origine cubana Marco Rubio e Ileana Ros-Lethinen riguardo al recente viaggio a Cuba delle super star afroamericane Beyoncé e Jay-Z, ha acceso una luce su questioni che vanno ben oltre le ostilità fra le due sponde dello Stretto della Florida.
Sia il senatore Rubio che la Ros-Lethinen sono due figure politiche dello stato della Florida vincolate strettamente alle azioni e soprattutto ai fondi che da decenni Washington dedica alla lotta contro la Rivoluzione cubana. Entrambi fanno parte, in maniera non secondaria, di quella che a Cuba si conosce come la mafia controrivoluzionaria di Miami e in Florida viene definita come l’industria dell’odio (hate industry) contro Cuba.
La popolarissima coppia formata dal cantante rap Shawn Carter (nome d’arte Jay-Z) e la cantante pop Beyoncé Knowles.Carter, è nota professionalmente come i Bejay.
Sono sposati da cinque anni e hanno deciso di festeggiare il loro anniversario a Cuba, approfittando delle discrete aperture nel Travel Ban (la legge che proibisce i viaggi a Cuba) autorizzata recentemente dal governo del presidente Obama che permette di farlo a certe categorie di cittadini statunitensi appositamente approvati da Washington.
La coppia ha potuto fare il suo viaggio nell’ “isola proibita” insieme alle rispettive madri e ad alcuni familiari e collaboratori. A questo scopo hanno dovuto obbedire a tutta una serie di restrizioni che Washington impone ai suoi cittadini per viaggiare a Cuba. Il gruppo che ha organizzato il viaggio dei Bejay ha dovuto presentare all’Ufficio di Controllo di Attivi Stranieri del Tesoro (OFAC) un itinerario dettagliato affinché venisse concessa la licenza richiesta per poter realizzare il viaggio.
Le leggi e i regolamenti del blocco proibiscono i viaggi a Cuba degli statunitensi, ma durante il governo di Bill Clinton sono stati approvati, per certe categorie di persone, viaggi per motivi religiosi, umanitari o educativi, cosa che il presidente Gerge W. Bush ha poi soppresso e Barack Obama ha ripristinato come parte della politica di scambio “popolo a popolo”, il cui dichiarato proposito è che i viaggiatori promuovano fra i cubani “la democrazia” (parola che per Washington è sinonimo di capitalismo).
Cuba ha accettato sempre la sfida implicita in questo scopo che attenta contro la sovranità nazionale, perché all’atto pratico offre ai cubani l’opportunità di dimostrare ai viaggiatori le falsità della campagna ingaggiata da più di mezzo secolo dal governo e dai mezzi di informazione statunitensi contro Cuba.
La distanza che corre fra le manipolazioni di questa campagna e la verità e di una tale grandezza che, generalmente, al primo contatto con la realtà, i viaggiatori cominciano a capire le ragioni che hanno dato luogo alla storica impresa di popolo che è la Rivoluzione cubana e l’insensatezza della politica di ostilità del loro governo verso l’isola.
Mentre i Bejay dedicavano tutto il tempo del loro soggiorno a Cuba ad attività come la visita all’Istituto Superiore d’Arte, a godersi la prestazione di un famoso gruppo teatrale infantile e quella di un gruppo di danza moderna, fra altri eventi di carattere culturale, trascurando la visita alle tante spiagge e centri turistici dove vanno milioni di turisti nazionali ed esteri, negli Stati Uniti il senatore Marco Rubio e Ileana Ros-Lethinen ottenevano che molto spazio della stampa statunitense e mondiale si dedicassero a suggerire la panzana che Beyoncé e Jay-Z si erano recati a Cuba illegalmente (o senza la necessaria licenza) per provocare uno scandalo.
Cercavano, in questo modo, di capovolgere le disposizioni di Obama che hanno portato a un certo addolcimento delle proibizioni dei viaggi a Cuba che pregiudicavano tanto i cittadini statunitensi e, nello stesso tempo, descrivere Obama come un difensore del governo di Cuba, cosa che certamente non è.
In questo modo suggerivano anche che Obama dava un trattamento preferenziale agli afroamericani e, in aggiunta, cercavano di guadagnare prestigio fra gli statunitensi non negri per la loro crociata anticubana, accusando i Bejay e i loro amici e familiari neri di aver violato le leggi del loro paese viaggiando a Cuba.
Rubio e Ros-Lethinen non hanno mai mosso un dito a favore della pelle scura dei latini residenti negli Stati Uniti e ancor meno dei negri statunitensi. Da bravi sostenitori del capitalismo, si servono del razzismo, del sessismo e dell’omofobia per mantenere i popoli divisi e impediti di unirsi contro l’ordine ingiusto che li opprime.

Manuel E. Yepe

Granma, 16 aprile 2013


Articolo di Redazione

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