E fanno ventuno!

novembre 14, 2012


La 67° Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha, per la ventunesima volta, condannato gli Stati Uniti per il blocco che da mezzo secolo mantengono contro Cuba. 188 nazioni hanno espresso il loro voto contrario, due si sono astenute, le patetiche Micronesia e Marshall, tre hanno votato a favore del mantenimento del blocco: le Palau, come un cagnolino fedele, Israele e Gli Stati Uniti.

Nel dibattito che si è tenuto all’Assemblea Generale, il Ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez ha risposto in maniera sferzante al rappresentante degli Stati Uniti e le sue risposte potrebbero servire anche a molti opinionisti e giornalisti nostrani che sostengono che mantenere “il blocco giova solo a Cuba”! (A.R.)

Signor Presidente,
Il signor Godard è venuto qui a ripetere in modo goebbelliano la stessa storia che racconta ogni anno in questa Assemblea, tanto per difendere la politica di Bush quanto quella del Presidente Obama.
Non si trasformerà in verità per quanto ce la ripeta. Solo quattro paragrafi di quello che ha letto oggi non sono stati ripresi quasi testualmente dal discorso dell’anno scorso. Il signor Godard si ripete. Quello che non cambia è il blocco, un residuo della guerra fredda.
Mente quando afferma di rispettare il diritto dei cubani a decidere liberamente del loro futuro. Siamo qui perché il governo degli Stati Uniti ha cercato di imporre i suoi disegni a Cuba durante un secolo da quando nel 1901 ha imposto l’Emendamento Platt, mediante un’occupazione militare che gli dava il diritto di intervenire nel nostro paese e di occupare la Base Navale di Guantánamo, che ancora oggi usurpa.
Siamo qui perché il popolo cubano ha difeso il suo diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza con il proprio sangue a Playa Girón e di fronte alla minaccia di un olocausto nucleare durante la Crisi di Ottobre o Crisi del Missili.
Nessuno crede che al governo degli Stati Uniti interessi la libertà del popolo cubano dato che l’ha macchiata per mezzo secolo e ha sostenuto dittature sanguinarie a Cuba e in tutta la regione. Loro a Cuba vogliono un governo docile ai loro interessi ma questo non lo avranno mai.
Il popolo cubano ha conquistato da solo la sua libertà ed esercita risolutamente la sua autodeterminazione. Lo ha dimostrato nella discussione popolare sulla politica economica e sociale e nelle elezioni in corso; nomina i suoi candidati, li vota massicciamente e li revoca quando lo ritiene opportuno. A Cuba non ci sono “interessi speciali”, non c’é corruzione ne’ politicume, non si spendono 3.000 milioni di dollari per una campagna presidenziale o senatoriale, e Cuba non è una plutocrazia in cui l’1% impone i propri interessi.
Sarebbe bene ascoltare il popolo statunitense e rispettare il suo diritto a decidere, ascoltare il popolo, che costituisce il 90% dei cittadini e non un pugno di ricchi che si beneficia di questo sistema.
Diano ascolto a chi vuole occupare Wall Street, invece di salvare i banchieri che ricevono dei bonifici spaventosi.
La smettano di reprimere brutalmente le manifestazioni dei “Ocupa Wall Strett” e la smettano con gli arresti massicci di manifestanti pacifici. La finiscano con la persecuzione agli immigranti e alle minoranze.
Ripeto che il blocco è un atto di genocidio. Noto, signor Godard, che stavolta non lo ha contestato.
Bisogna essere davvero cinici per parlare di diritti umani, di libertà, di prosperità e di benessere del popolo cubano dopo aver ascoltato gli esempi di cui ho parlato sui danni del blocco per l’infanzia del nostro paese.
Finitela di spendere il denaro dei lavoratori onesti, che pagano le tasse, per pagare mercenari e agenti. Eliminate il finanziamento pubblico quadriennale di più di 196 milioni di dollari per fabbricare presunti dissidenti. Il signor  Godard che per anni è stato il capo dell’Ufficio del Coordinatore per gli Affari Cubani a Miami, sa bene di cosa parliamo.
Il governo nordamericano non ha nessuna autorità morale per parlare di diritti umani. Oltre a un deplorevole record storico di aggressioni militari e colpi di Stato, ha causato decine di migliaia di desaparecidos, assassinati e torturati. E’ responsabile di decine o centinaia di esecuzioni extragiudiziali, di torture, sequestri di persone, voli segreti, carceri segrete e del campo di concentramento di Guantánamo.
Se credono che noi abbiamo bisogno del blocco come pretesto, tolgano il pretesto, ci provino.
Se il governo nordamericano vuole favorire acquisti di prodotti agricoli cubani, possono eliminare le restrizioni alla vendita discriminanti, possono permettere crediti privati, accettare le norme del commercio internazionale, autorizzare l’uso di navi di altri paesi senza penalizzarli per sei mesi; possono permettere le esportazioni cubane come contropartita all’acquisto di prodotti agricoli, che sono diminuiti drasticamente a causa delle condizioni che il governo nordamericano impone ai produttori e che hanno indotto i nostri importatori a cercare migliori mercati.
Vogliono sostenere un flusso più libero di informazione? Tolgano il blocco del settore delle telecomunicazioni; permettano la connessione cubana ai cavi sottomarini per accedere a Internet, eliminino le trasmissioni illegali e sovversive di radio e televisione; autorizzino l’acquisto di software nordamericano e la formazione di specialisti; eliminino le restrizioni informatiche e permettano l’uso dei servizi che offrono i loro supporti tecnologici e che sono proibiti per Cuba.
Desiderano un maggiore contatto “popolo a popolo”? Rispettino il diritto costituzionale e la libertà dei loro cittadini di viaggiare a Cuba come viaggiano in qualsiasi altro paese, perfino in tempo di guerra.
La smettano di restringere la concessione di licenze, riconoscano che viaggiare, ascoltare musica e ballare musica cubana non è un crimine e può far parte dei programmi delle agenzie di viaggio.
Vogliono una migliore educazione per i giovani? Possono autorizzare programmi di cooperazione e scambio fra università che includano borse di studio in tutti i rami della scienza e della tecnologia. La finiscano con l’uso illegale e sovversivo dei corsi che impartisce la Sezione di Interessi degli Stati Uniti all’Avana. La smettano di ostacolare la cooperazione medica internazionale.
Il Delegato degli Stati Uniti mente quando afferma che il suo paese è uno dei principali donanti di aiuti umanitari  a Cuba. Usa dati falsi che includono i milioni di dollari che l’USAID usa per sovvertire l’ordine costituzionale nel mio paese; l’ammontare delle licenze commerciali che non si materializzano, e le piccole, ma sentite e generose donazioni che le organizzazioni non governative, sfidando la politica del suo governo, superando enormi ostacoli, riescono a fare arrivare a Cuba.
Gli emigrati cubani, come altri, risparmiano per le loro rimesse con un duro lavoro; questi non sono “aiuti” umanitari del governo nordamericano.
Il signor Alan Gross è stato condannato con un dovuto processo perché realizzava azioni coperte, pagato dal governo degli Stati Uniti, con l’impiego di tecnologia non commerciale, contro l’ordine costituzionale cubano. Sono atti previsti e sanzionati anche dalla legge nordamericana. Mente il signor Godard quando dice che aiutava la comunità ebrea a collegarsi a Internet.
Il governo nordamericano è responsabile della situazione del signor Gross perciò potrebbe decidersi a parlare seriamente con il governo cubano sul suo caso.
Il presidente Obama ha l’opportunità di fare la differenza e passare alla storia modificando una politica malata, che non ha funzionato per 50 anni e che provoca danni umanitari e violazioni dei diritti umani.
Chissà se prima o poi il signor Godard potrà presentarsi a questa Assemblea per dire che qualcosa è cambiata.
Molte grazie
Bruno Rodríguez


Articolo di Alessandra Riccio

Alessandra Riccio ha scritto 173 articoli su Latinoamerica.