Un server islandese per Latinoamerica

ottobre 1, 2012

Da sinistra, Dante Liano, Frei Betto, Eduardo Galeano, Lula da Silva, Rigoberta Menchù e Gianni Minà alla Festa dell’Unità di Modena

Cari lettori,
avere un sito dedicato all’America Latina è un impegno oneroso, specie nella congiuntura che stiamo vivendo e che segnala una sorta di riscatto e di rinascimento del continente che fino a pochi anni fa ha sofferto le prepotenze più estreme da parte del mondo che ci vuole sempre insegnare cosa è la democrazia e qual è la libertà.
Constatare che tutto questo è eluso nell’informazione occidentale, per una sorta di palese fastidio che confina con la sconvenienza, ci ha spinto a rinnovare il nostro sito e fare in modo che possa aiutare a supplire alla imbarazzante mancanza di informazione onesta. E’ un mondo che a molti, negli Stati Uniti e in Europa, non piace perché smentisce le certezze dell’economia neoliberale e tutte le bugie che il pensiero unico, da qualche anno, ci impone.
Non è un caso, per esempio, che l’Occidente stia soffrendo un po’ di più delle nazioni latinoamericane che non solo hanno scelto politiche sociali più aderenti ai bisogni delle persone, ma hanno legami meno subdoli con agenzie di rating e banche delle nazioni cosiddette forti.
Per fare questo, abbiamo scelto di appoggiarci su un server islandese, che ci dà la sicurezza di una maggiore chiarezza e garantisce meglio l’esigenza di libertà che abbiamo.
Insieme alla rivista trimestrale Latinoamerica, stiamo cercando di fornirvi un quadro più aderente alla realtà di un continente che non è più desaparecido e che fa, giorno dopo giorno, conquiste sociali che gli Stati Uniti e l’Europa paradossalmente stanno perdendo.


Articolo di Redazione

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